Politica Forense

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UFFICIO NOTIFICHE

NOTIFICHE ESENTI A PAGAMENTO

All’ufficio notifiche presso la Corte d’Appello di Roma da settembre è sostanzialmente impossibile notificare alla cassa atti esenti o del Giudice di Pace.
Infatti, per poter notificare a tale cassa bisogna entrare in possesso di uno dei soli 40 numeretti che vengono “distribuiti” alle 8 di mattino, ma, come ben sappiamo, ciò solo in teoria, poiché i ragazzi che lavorano per le agenzie sono dinanzi al Tribunale già dalle 5 della mattina e dunque all’apertura del Tribunale i 40 numeretti finiscono tutti nelle loro mani.
In una città grande come Roma questa novità rende di fatto impossibile far effettuare la notifica di un atto esente ad un avvocato che, nel pieno del proprio diritto, voglia farlo per conto proprio.
Ad oggi, volendo evitare di arrivare alle 4,30 di mattina, le soluzioni sono due:

1.passare l’atto alle casse a pagamento, cioè pagare per ciò che è esente;

2.rivolgersi alle agenzie, maggiormente disponibili a sobbarcarsi la fila alle 4.30 rispetto agli avvocati, notoriamente più pigri!

Quest’ultima ipotesi può comportare addirittura il doppio esborso se l’agenzia, a sua volta, addebita all’avvocato non solo il costo del servizio, ma anche il pagamento effettuato alla cassa non esente nei casi in cui l’atto non rientra tra i fortunati 40.
E’ un fatto grave che contribuisce a rendere la situazione allucinante.
Ed è illegale.

I cittadini finiscono per pagare un adempimento che per legge è gratuito. Per gli studi legali la situazione è ancora più grave: gli avvocati infatti non sanno con certezza se è lecito addebitare ai clienti una spesa che per legge è esente e subiscono l’ennesimo attentato alla loro dignità già calpestata dalle code iniziate alle 5 del  mattino e concluse alle 14.00, dai numeretti fai da te e da quelli elemosinati alle 8.00, dall’impossibilità di muoversi dalla fila per andare a sbrigare altro, magari un’udienza importante, a causa degli improvvisati appelli promossi da soggetti che si auto incaricano a giorni e voglie alterne.
Il Movimento per la Dignità Forense ritiene che, con quanto accaduto, si sia passato il segno; lancia l’allarme e in attesa di individuare le forme più idonee a migliorare la situazione, nei prossimi giorni chiederà lumi sul provvedimento al Dirigente responsabile ed invierà una denuncia a tutte le istituzioni interessate.
L’orientamento è quello di capire i motivi di tale decisione che, in ogni caso, va revocata, perché l’ottimizzazione dell’attività dell’ufficio notifiche non può prescindere dalle esigenze degli studi legali in maniera così totale; in più, il Movimento intende promuovere un incontro urgente tra le parti interessate, Ufficiali Giudiziari, i Sindacati, gli Avvocati ed Ministero, per cercare di comprendere meglio le ragioni di una situazione che già si presentava impossibile, ma che adesso, con l’aggravio di spesa è intollerabile, e, nell’era dell’informatica, inconcepibile.
Come sempre invitiamo tutti i colleghi alla massima partecipazione ed a fornirci il loro contributo di idee per risolvere il problema all’indirizzo di posta elettronica massimilianocesali at movimentoforense dot it In vista degli incontri con le istituzioni competenti invitiamo anche a testimoniare la propria esperienza diretta e, magari, ad autorizzare la divulgazione della denunce, che il Movimento sottoporrà ai diretti interessati a supporto delle proprie richieste.


Movimento Dignità Forense.


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