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AUMENTO DEL CONTRIBUTO UNIFICATO E MULTE AGLI AVVOCATI

La manovra finanziaria del 2011 porta 2 novità orribili per la professione forense e per tutti i cittadini. Infatti, viene disposto l'aumento indiscriminato di tutti i contributi unificati esteso fino al pagamento in materie fino a ieri esenti come le cause di lavoro e, soprattutto, viene introdotta una sanzione per gli avvocati che non indicano il codice fiscale, l'indirizzo PEC o il n. di fax per le comunicazioni e notifiche.


Vediamo nel dettaglio:

1) Aumento del contributo unificato:


Il Decreto Legge, che è entrato in vigore il 6.7.2011, prevede anche un lunghissimo Articolo 37 paradossalmente titolato: "Disposizioni per l’efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle controversie". Con questa norma viene, tra l’altro, ridisegnata a tabella dei contributi unificati e quindi:


Le cause di lavoro e quelle in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, saranno soggette al pagamento del CU qualora la parte sia titolare "di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore al doppio dell’importo previsto dall’articolo 76", nella misura di € 37,00 (salvo per i giudizi in Cassazione per i quali resta applicabile la precedente normativa).


Stessa sorte, ma senza alcun limite reddituale, per i "procedimenti esecutivi di consegna e rilascio" e per quelli di "separazione personale dei coniugi" che pertanto sono soggetti al pagamento del CU.


Per le cause già soggette al pagamento del CU, l'importo è stato aumentato del 20%: è il terzo aumento in 2 anni, con incrementi, che per taluni scaglioni di valore, sfiorano il 60%!


Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 242. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà.


Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è di € 37 mentre, per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto è di € 146.


La logica che assisteva il procedimento per l'ottenimento del decreto ingiuntivo e la sua eventuale opposizione viene annientata: infatti, in precedenza il ricorrente pagava metà del contributo e l'opponente l'altra metà. Ora non più: è stata cancellata la riduzione alla metà di cui all'opposizione a decreto ingiuntivo.


Stessa sorte per l'opposizione alla sentenza dichiarativa del fallimento unitamente a quelli speciali di cui al libro IV c.p.c..

Chiusura procedura fallimentare da € 672 a 740 €.



2) Sanzioni nei confronti degli avvocati

Ma, la novità più rilevante per gli avvocati è l'introduzione di una MULTA a carico del professionista, pari alla metà del valore del CU, qualora "il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta certificata e il proprio numero di fax ai sensi degli articoli 125, primo comma, del codice di procedura civile e 16, comma 1-bis, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ovvero qualora la parte 102 ometta di indicare il codice fiscale nell’atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso". In pratica la doppia omissione (del CF e dell’indirizzo PEC o del n. di fax, comporta una sanzione paria al valore del CU!).




























PROCESSO AMMNISTRATIVO


Art. 6 bis. Il contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato è dovuto nei seguenti importi:


a)per i ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, per quelli aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di  soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato  il contributo dovuto è di euro 300. Non è dovuto alcun contributo per i ricorsi previsti dall'articolo 25 della citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale;

b)per le controversie concernenti rapporti di pubblico impiego, si applica il comma 3;

c)per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal Libro IV, Titolo V, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, nonché da altre disposizioni che richiamino il citato rito, il contributo dovuto è di euro 1.500;

d)per i ricorsi di cui all’articolo 119, comma 1, lettere a) e b) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il contributo dovuto è di euro 4.000;

e)in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 600.

I predetti importi sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo
di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell'articolo 136 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Ai fini del presente comma, per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove”.




PROCESSI TRIBUTARI


"Art. 37 c. 6-quater. Per i ricorsi  principale  ed  incidentale  proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali e' dovuto il contributo unificato nei seguenti importi:



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