Politica Forense

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RIFORMA STATUTO OUA - IL CONTRIBUTO DEL MOVIMENTO FORENSE PRESENTATO ALLA CONFERENZA DI NAPOLI

Il Movimento Forense impegnato nella Conferenza di Napoli dell'Avvocatura ha elaborato il documento che contiene le proprie concrete proposte per la riforma dello Statuto OUA 

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Alla Commissione OUA 

per la modifica dello Statuto

alla c.a. Coordinatore avv. Rosario Pizzino

Innanzi tutto, ringrazio a nome del Movimento Forense i componenti della Commissione per il lavoro svolto e per aver considerato il Movimento quale interlocutore per poter giungere ad un documento condiviso sulla riforma dello statuto dell'Organismo politico dell'Avvocatura.

Mi piace pensare che questo sia il riconoscimento all'attività di sostegno, talvolta anche critico, che la nostra associazione ha sempre offerto sin dal 2007 quando, soprattutto a Roma, sostenere l'OUA era altamente impopolare.

Prima di analizzare il futuro del nostro Organismo politico dobbiamo partire da una considerazione di carattere generale: fino ad ora si è affrontato il problema della rappresentanza analizzandolo dalla testa. Invece per raggiungere l'obiettivo auspicato, quello della massima rappresentatività dell'Organismo politico, occorre partire dalla base e, quindi, da un quesito: quale è la percezione attuale che un avvocato medio ha della rappresentanza politica della categoria forense?

E' fuori di dubbio che l'Organismo Unitario dell'Avvocatura sia affetto da una grave crisi di rappresentatività, occorre comprenderne i motivi.

Gli avvocati che si occupano di politica forense in Italia sono numericamente inferiori a quelli che partecipano al Congresso Nazionale, perché molti dei Delegati dagli Ordini alla massima Assise dell'Avvocatura non sanno neppure che cosa sia l'OUA, non conoscono il Congresso e le dinamiche politiche; quindi, ad essere ottimisti, gli avvocati che si interessano vario titolo alla politica forense si riducono ad un migliaio su oltre 250 mila che si fregiano del titolo. Meno dello 0, 5 per cento.

Il resto dei Colleghi e' estraneo alla politica forense, la vede distante ed inutile.

L'OUA poi, a differenza degli Ordini, del CNF e della Cassa è praticamente sconosciuto.

La scarsa conoscenza da parte degli avvocati dell'OUA è determinata anche dallo scarso rilievo che viene conferito all'Organismo dagli stessi rappresentanti e dalla carenza di comunicazione (a differenza del CNF e Cassa).

A titolo esemplificativo, e non esaustivo, si rileva che l'OUA non invia email informative agli iscritti, non ha visibilità sui media di rango, i comunicati stampa (più simili a dissertazioni scientifiche che a messaggi diretti) non sono efficaci, il sito internet è di bassissimo livello, anche grafico.

La maggioranza degli Avvocati, dunque, non solo non conosce l'Organismo ed il suo Presidente ma neppure può apprezzare gli sforzi fatti dai Delegati che, a dire il vero, ormai sono anni che non portano a casa un risultato politico concreto. Non è mancato l'impegno, certamente, ma evidentemente non è stato efficace.
E ricondurre il tutto alla mancanza di rispetto che il Governo ha avuto nei confronti dell'Avvocatura non fa altro che aggravare la situazione.

Chiaramente questa patologia travolge anche le iniziative dell'Organismo, riscontro tangibile sono la scarsissima partecipazione degli avvocati alle manifestazioni, la poca adesione alle astensioni proclamate e la scarsità delle proposte provenienti dalla base.

Questa considerazione che molti avvocati hanno dell'OUA si riverbera anche sui rappresentanti e candidati a rivestirne i ruoli.

I Delegati al Congresso Nazionale Forense, nella gran parte degli Ordini, vengono scelti per cooptazione tra i non eletti all'Ordine, alla Cassa ovvero designati al CNF. Non vengono sostanzialmente svolte nemmeno le elezioni e gli iscritti non vengono avvisati.
Solo in alcuni fori, normalmente i più grandi, si svolgono rituali elezioni e c'è una competizione elettorale su base programmatica.

Ne consegue che l'OUA viene considerato da molti, (senza offendere nessuno dei Delegati dell'Assemblea di cui il Movimento Forense ha avuto l'onore di far parte seppur per pochi mesi) la "camera bassa" dell'avvocatura, privo di qualsiasi potere, non ascoltato dalla politica, avversato anche all'interno dell'avvocatura e non finanziato da molti Ordini di cui, come nel caso di Roma, si accetta supinamente pure l'elemosina volontaria.

La scarsa considerazione di cui, purtroppo, gode l'OUA tra gli Avvocati è certificata dall'enfasi con cui è stato salutato il riconoscimento ex lege dell'Organismo chiamato a dare attuazione ai deliberati del Congresso ed emerge, altresì, dalla lettura del documento della Commissione laddove in particolare al punto n. 2 si parla di "panorama attuale".

Anziché avere un riconoscimento, anche di fatto, da parte della base dell'Avvocatura, c'è stata la necessità di un provvedimento legislativo (quindi promanante da soggetti terzi rispetto all'Avvocatura stessa) per dirimere l'annosa controversia tra le varie "correnti".

Un dato, oggi, deve essere punto di partenza:
l'Avvocatura, unita ex lege, deve cogliere questa opportunità storica e procedere ad una riforma non solo della parte dello statuto che prevede le elezioni, ma anche di quella in cui sono enunciate le funzioni.

Occorre, pertanto, concentrasi su un argomento che la Commissione sembra aver trattato solo in parte, e cioè quali saranno i compiti del futuro Organismo. Quale sarà il recinto all'interno del quale potrà legittimamente muoversi l'OUA, senza andare a confliggere con gli altri Organi dell'avvocatura?

a) Partiamo dalla definizione dell'OUA quale diretta emanazione del Congresso Nazionale Forense nel quale confluiscono tutte le componenti dell'avvocatura - istituzioni ed associazioni forensi - con preciso compito di attuare le delibere congressuali.

Il futuro Organismo politico sarà rappresentativo di tutte le componenti dell'avvocatura, e sarà il solo interlocutore qualificato che potrà spender parola o atto (politico) nel nome dell'Avvocatura.

Quindi, non ci potrà essere una associazione, ovvero un Ordine, che non lo riconoscerà, poiché se cosi facesse, come accade ora, si porrebbe automaticamente fuori dalle regole e nessuna istituzione nazionale o forense potrà interloquire legittimamente con i "separatisti".

Ne consegue che l'audizione di fronte al Ministro, a parere di chi scrive, dovrà avvenire senza associazioni ma alla presenza soltanto dell'Organismo Politico, del CNF quale rappresentanza istituzionale e della Cassa Forense. Ciò eviterebbe l'affermarsi di posizioni autoreferenziali di alcune associazioni.
(Quanto appena esposto a corredo di ciò che è stato trattato al punto 1 del documento della Commissione "la situazione pregressa").

b) Inoltre, secondo l'attuale statuto OUA, l'Organismo funge da garanzia e vigilanza e da attuazione ai deliberati del Congresso. Attività politica questa, ma strettamente legata al Congresso.

Per fare in modo che il futuro Organismo, invece, cambi rotta ed acquisti nuovo significato e vigore, occorre una rivisitazione politica della definizione e dei compiti, giacchè ad oggi il mandato dell'Organismo è frustrato dal limite dei deliberati. Se non ci sarà un ampliamento dei poteri si asseconderà chi, in fondo, non ha mai voluto ed ha sempre sminuito l'OUA ed ha tutto l'interesse a relegarlo al ruolo di mero "guardiano".

Un Organismo politico deve avere un ampio mandato e, soprattutto, la legittimazione ad interloquire in modo autorevole e costante con il Governo e la politica in genere su qualsiasi argomento legato alla giustizia.

Quale migliore occasione di Venezia 2014 - alla presenza dei Delegati, degli ordini, del CNF, della Cassa e delle associazioni - per invertire la tendenza?

Chi sarà contro questo tipo di rivisitazione dovrà argomentare il motivo (senza bizantinismi) e, soprattutto, dovrà indicare chiaramente la strada alternativa. Insomma, soltanto rendendo espresse le varie posizioni, chiamando al voto, si potrà rafforzare la rappresentanza politica della nostra categoria.



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Il documento proveniente dalla Commissione Statuto va coerentemente nella direzione di una maggiore rappresentatività dell'Organismo. Brevi considerazioni sui punti specifici delle proposte.

1. Si concorda con una riduzione dei membri dell'assemblea, ma si ravvisa la necessità di articolare a livello distrettuale "Camere Territoriali dell'Avvocatura", che fungano da interfaccia quotidiana con gli avvocati relativamente a proposte e sostegno ad azioni dell'Organismo.

2. Il Congresso deve avere, soprattutto all'inizio, una cadenza biennale al fine di verificare l'operato dei delegati, l'azione politica e l'esito della mission data al Congresso precedente.

3. Conseguentemente le elezioni non potranno essere legate a quelle dei COA, bensì dovranno avere una frequenza biennale. Quando, i Colleghi avranno la giusta percezione di questo nuovo Organismo, il momento dell'elezione dei delegati al Congresso dovrà essere considerato un momento cruciale per la vita dell'avvocatura.
Il Presidente del Congresso dovrà avere un ruolo di leader dell'avvocatura. Dovrà essere un vero e proprio Premier.

5. Questione controversa è la ventilata presenza di diritto delle associazioni nell'Organismo. Teoricamente il Movimento Forense, come tutte le associazioni, dovrebbe essere favorevole a tale proposta in modo da avere sempre garantita la propria presenza nelle fasi decisionali.
In termini di principio, invece, l'orientamento dell'associazione è negativo poiché le associazioni svolgono la propria politica sul territorio e quindi eleggono i rappresentanti in considerazione del suffragio.
In una politica che si dovrà sempre più confrontare con il merito, sembra anacronistica la logica dei "seggi assegnati". Una testa un voto vale per i vertici ma anche per la base.

Le associazioni, invece, potrebbero formare una Consulta che l'Organismo dovrà interpellare periodicamente e quando queste lo chiederanno.

6. Per quanto concerne le Elezioni dei Delegati all'Assemblea dell'Organismo, il sistema enunciato nel primo punto del documento della commissione è quello di più semplice realizzazione.
Interessante la proposta di voto via PEC però deve camminare di pari passo con una opera di persuasione dei Colleghi circa l'importanza dell'elezione dei Delegati.

7. L'elezione del Presidente dovrà avvenire al Congresso da parte dei Delegati, unitamente alla sua squadra di governo e sulla base di un programma da divulgare necessariamente prima del Congresso.

8. Tuttavia, affascina l'idea dell'elezione di primo grado (diretta). Pur consapevoli della vera e propria rivoluzione, si offre alla lettura di seguito una possibile articolazione.

Il principio di elezione dovrà essere quello di garantire a tutti gli Avvocati la possibilità di votare i Delegati ed il Presidente (eventualmente anche secondo liste di candidati), secondo il criterio UN AVVOCATO UN VOTO.
In questo modo, i candidati saranno spronati, per raggiungere successo elettorale, a radicare un colloquio con i territori e con la realtà quotidiana degli Avvocati, ed a presentare programmi di politica forense che nascano dall'ascolto dei problemi della "base" e si propongano di risolverli.
Con questa riforma radicale anche la funzione del Congresso dovrebbe essere rivisitata.

 

Proposta

 

CAMERE TERRITORIALI DELL'AVVOCATURA (articolazione distrettuale)
Devono appartenere alla composizione dell'Organismo e del Congresso, con funzione di
a) monitorare la situazione territoriale dell'Avvocatura e della Giustizia, intrattenendo rapporti con le raltà territoriali (ad esempio, COA, Tribunali, Uffici Giudiziari). A tal fine sarebbe utile prevedere l'obbligo di redigere una Relazione periodica, sulla realtà territoriale, da sottoporre all'Organismo e Relazione biennale da sottoporre a Congresso
b) formulare proposte da sottoporre all'Assemblea dell'Organismo ed al Congresso

La COMPOSIZIONE delle Camere Territoriali sarà in proporzione al n. iscritti

ORGANISMO POLITICO
Composizione Organismo
 Camere Territoriali
 Assemblea (numero ridotto)
 Giunta
 Presidente
 Coordinatore

ASSEMBLEA Organismo
Composta da RAPPRESENTANTI DELL'AVVOCATURA, eletti in ciascun distretto ed in numero proporzionale al n. iscritti, mediante il sistema dell' elezione diretta.
Ciascun iscritto sarà chiamato a votare i propri RAPPRESENTANTI TERRITORIALI presso Camere Territoriali

PRESIDENTE Organismo
Con funzione di rappresentanza dell'Organismo. E' portavoce dell'Organismo Unitario nei riguardi dei pubblici poteri e dell'opinione pubblica
Nominato a mezzo di elezione diretta da parte di tutti gli iscritti, che procederanno al voto presso Camere Territoriali.


GIUNTA
Indicata preventivamente dal Presidente
In sostanza le elezioni dei Componenti delle Camere Territoriali, dell'Assemblea e del Presidente della CAMERA NAZIONALE DELL'AVVOCATURA in questo modo sarebbero dirette, secondo il criterio: un avvocato un voto.

9. La durata del mandato dovrebbe essere di 2 anni, almeno all'inizio, e massimo per 3 mandati consecutivi.

10. Per le articolazioni territoriali è stata precedentemente evidenziata la necessità di una dislocazione distrettuale permanente organizzata in "Camere Territoriali dell'Avvocatura".

11. Per evitare situazioni di conflitto di interesse (anche solo potenziale) occorre sancire l'incompatibilità assoluta dei Delegati all'Organismo con qualsiasi altra carica nelle istituzioni forensi, mentre al Congresso potranno partecipare come Delegati soltanto il Presidente dei COA e delle Unioni distrettuali.

12. Sul Finanziamento dell'OUA (evidentemente necessario) esso dovrebbe gravare in via obbligatoria sui COA, in proporzione agli iscritti, i quali dovranno essere informati della quota (rispetto agli oneri dovuti al COA) a ciò destinata.

In caso di morosità del COA, gli iscritti allo stesso saranno esclusi dall'elettorato passivo.
Una contribuzione, seppur minima, dovrà essere prevista anche a carico di Cassa Forense (ora sporadica e limitata a taluni eventi) per coinvolgere l'Ente previdenziale nella vita politica dell'Avvocatura.

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Quanto contenuto nel documento della Commissione verrà inserito in una o più mozioni congressuali da sottoporre alla votazione dei Delegati a Venezia 2014.
Ovviamente ci dovrà essere una comunicazione capillare a tutti gli avvocati italiani del testo finale per consentire una sorta di plebiscito in sede congressuale.
Occorre, però, chiarire subito da quando entreranno in vigore le modifiche statutarie, poiché se entreranno in vigore dal Congresso successivo a quello di Venezia, avremo un Organismo che si troverà a governare con regole "vecchie" e con una legittimazione attenuata.
Pertanto, il Movimento Forense chiede che, successivamente al Congresso di Venezia, venga fissato un Congresso Straordinario entro l'estate 2015, destinato all'elezione della nuova governance dell'Avvocatura.
Nelle more, si può valutare se confermare l'attuale assetto con un programma definito negli scopi, ovvero se offrire la Presidenza ad un Collega che gestisca la fase transitoria.

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Precisati questi aspetti fondamentali sul contenuto del documento della commissione statuto, ritengo altrettanto importante per l'Organismo politico, al fine di raggiungere la massima rappresentatività, affrontare l'aspetto della comunicazione.

E' opportuno che l'Organismo cambi l'attuale nome. Occorre un nome ed una sigla che siano semplici e direttamente riconducibili agli avvocati.
"OUA" non lo è.


Il Movimento Forense propone:
"Camera Nazionale dell'Avvocatura".

Ed ancora, nell'era della avvocatura telematica la rappresentanza (e la rappresentatività) sono imprescindibilmente connesse ai concetti di trasparenza e di comunicazione (efficace). Gli aspetti della comunicazione debbono costituire un settore specifico ed affidato a competenze, anche tecniche, qualificate.
Non potrà essere trascurata la valutazione di nominare un addetto stampa professionista, di predisporre newsletter e mail informative da inviare ai Colleghi periodicamente, dando rendiconto dell'attività svolta e dei progetti in corso, dei risultati e degli studi delle Commissioni scientifiche, dello stato dell'arte delle mozioni congressuali.
Anche questo, aiuterebbe la base dell'avvocatura a sentire vicino chi lo rappresenta, a "combattere" con lui ed a sopportare le tante difficoltà della quotidianità.

Inoltre, si dovrà ricercare il feedback con gli avvocati mediante lo stimolo a ricevere riscontri.
La rappresentatività, a parere di chi scrive, si conquista con il coinvolgimento della base che si va, giustappunto, a rappresentare.

La comunicazione dovrà essere improntata ai canoni di semplicità, chiarezza, sinteticità e completezza: sia nel contenuto, sia nell'aspetto grafico.
Un messaggio deve aver lo scopo di essere ricevuto e compreso. Perciò la comunicazione deve essere veicolo di informazione e formazione qualificata.

E' necessaria, altresì, una rivisitazione integrale del sito internet, giacchè quello attuale trasmette, nella grafica, un senso di tristezza diffusa (nella schermata iniziale dove sventola un tricolore scolorito) e di caos (primordiale) nella prima pagina delle notizie.
Il sito della massima Assise dell'Avvocatura non può somigliare al sito di un qualsiasi erogatore di servizi eterogenei! Esso deve avere una veste adeguata al ruolo istituzionale dell'Organismo. Deve trasmettere competenza, serietà, autorevolezza.

In questo momento drammatico in cui il Governo e la politica vogliono impedire l'accesso alla Giustizia ai cittadini e stravolgere la nostra professione, gli avvocati hanno l'esigenza di sentirsi uniti e rappresentati da un Organismo Politico forte e riconosciuto.
Auspichiamo che l'Organismo Unitario dell'Avvocatura abbia volontà e capacità di assumere questo ruolo, e di farsi garante di una battaglia per la salvaguardia della civiltà giuridica, battaglia non più procrastinabile.
Lo chiede l'Avvocatura. Lo chiede il Paese.
Il Movimento Forense, con questo documento, cerca di dare risposta a tali esigenze, offrendo il proprio contributo per un nuovo inizio dell'Avvocatura, finalmente unita sotto unica bandiera, e riconosciuta nel proprio rango e funzione sociale.
Roma - Napoli, 18 gennaio 2014.
Movimento Forense
(Il Presidente)
Massimiliano Cesali

 


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