Politica Forense

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA UN PRATICANTE ANONIMO

Spettabili associazioni forensi,
sono un praticante avvocato - foro di appartenenza e nome non interessano (anche perché se il mio dominus sapesse che mi interesso di politica forense, non esiterebbe a licenziarmi...sapete, gli rovinerei i contatti...) - ed oramai sono quasi due anni che svolgo questa stupenda professione, che è stata il mio sogno fin da piccolo.


Per permettermi di  studiare i miei genitori hanno fatto innumerevoli sacrifici (sapete, non sono figlio di avvocati) quindi, spesso, ho dovuto fare molti lavoretti per poter terminare gli studi. 
Io lo vedevo il loro orgoglio quando tornavo a casa, quando superavo gli esami, e questo mi ha permesso di andare avanti, contro tutti quelli che mi dicevano di cambiare  strada.
Mi sono laureato in 5 anni esatti, ed ho trovato subito - per fortuna - uno studio in cui svolgere la pratica. 

Il mio dominus mi elargisce un rimborso spese, ma so di amici che non prendono alcun rimborso, anzi devono pagarsi anche le trasferte di lavoro. Certo, l'insegnamento che mi viene e che gli viene dato dovrebbe ripagarci di tutto! 
Ma, tant'è, alcuni miei amici per poter svolgere la pratica devono fare un secondo lavoro, o il sabato o la domenica o in entrambi i giorni. 
Cosa volete che siano questi sacrifici... li si sopporta anche  volentieri se si ama per davvero questa professione.

Alcuni miei amici - superato lo scoglio del periodo di tirocinio obbligatorio - hanno sostenuto quest'anno l'esame di stato e sono in attesa dei risultati. 
Non voglio entrare in polemica su come è configurato tale esame, anche perché, su spinta delle associazioni forensi, dal 2015 cambierà. 

Dicono che dovrebbe esserci più merito. 
Ma hanno tolto i codici commentati ed hanno reso obbligatoria la scuola forense a pagamento. So per certo che dovrò chiedere un aiuto economico ai miei genitori a tal fine, visto che con quello che mi rimborsano purtroppo non potrò permettermela.
E questa è la situazione anche di molti altri.

I miei amici che hanno fatto l'esame quest'anno, poi, mi hanno parlato della cosiddetta via spagnola o romena... Mi sono un attimo informato.  Anche perché da quello che ricordavo dal corso di Diritto dell'Unione Europea, la direttiva per la circolazione dei servizi sarebbe stata pensata per permettere agli avvocati (o come si chiamano) degli altri paesi dell'Unione di poter lavorare in Italia senza discriminazione e con il riconoscimento del loro titolo.

Ma quindi, anche se non dovessi passare l'esame, io che sono italiano, che non so una parola di spagnolo o romeno, posso diventare un abogado o un advocat e lavorare in Italia! Inoltre alcune associazioni sostengono tali vie perché ritengono l'esame di stato una truffa (come mai, mi sapreste rispondere?). Ciò vuol dire senz’altro che è una strada percorribile e legittima. Quindi, anche se non dovessi passare l’esame in italia, posso comunque fare l’avvocato (abogado o advocat, per la precisione) in Italia, come chi l’ha superato! Quindi mi sono maggiormente interessato. Ho guardato il sito internet di una nota catena di preparazione scolastica, che lasciava i propri volantini all'interno della fiera dove si svolgeva l'esame. Ho scoperto quindi che non devo nemmeno muovermi dall'Italia, che bello. Poi ho guardato meglio. Costo 8.000€ (7.000€ in un'altra catena). Ahimè, tale strada rimarrà a me preclusa, perché, nonostante tutti i sacrifici che possa fare, non me lo posso permettere. Mi sono ulteriormente documentato, le associazioni che sostengono questa opzione, hanno dichiarato che il ricorso pendente alla Corte UE è un attacco ai giovani. Ma quindi, che bello, stanno lottando per me…
Però… Se ricordo bene, quell’advocat, che peraltro a verbale pretendeva di essere segnato come avvocato (se ricordo bene mi opposi a ciò, ed il giudice mi diede anche ragione), non era propriamente ferrato nella materia… Vabbè, ma cosa volete che ne capisca, io sono un semplice praticante avvocato, lui era un advocat!

A ben riflettere quindi, non credo stiano lottando propriamente per me… O meglio, non è che stanno lottando affinché io e tutti i miei amici non diventiamo mai avvocato, ma invece una sotto categoria, che gli avvocati già iscritti possano sfruttare a piacimento? Non è che stanno trovando altri modi per non pagarci? Non è che stanno trovando, con la falsa illusione di difendere noi giovani, nuovi modi affinché rimaniamo, con un altro nome sempre praticanti?

Ma soprattutto, sento tutti, dal mio dominus ai suoi amici, alcuni dei quali siedono nel Consiglio dell’Ordine, che dicono che siamo, o meglio, sono in troppi (io sono ancora praticante, per quanto abilitato)… Ma non è che con questa questione degli abogados e advocat diventeremo sempre di più?

Un praticante italiano.


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