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IL CONSIGLIO DI STATO SI PRONUNCIA SULLA REALIZZAZIONE DELLE VERANDE RIMOVIBILI: NON E’ RICHIESTO ALCUN PERMESSO EDILIZIO

Catanzaro, 22 maggio 2014. Con Sentenza n. 1777 in data 11 aprile 2014 SCARICA LA SENTENZA INTEGRALE, il Consiglio di Stato ha preso in esame il caso di una struttura "costituita da due pali dello spessore di 8,50 cm x 11,50 cm poggiati sul pavimento del terrazzo a livello e da quattro traverse con binario di scorrimento a telo in PVC della superficie di 15 mq e dell’altezza variabile da 2,80 m a 2,10 m, ancorata al sovrastante balcone e munita di una copertura rigida" della superficie di 4 mq a riparo del telo retraibile.

Il proprietario dell’abitazione, che stava realizzando la veranda, aveva presentato ricorso al Tar, avendo  il Comune di Roma inizialmente imposto la sospensione dei lavori e la demolizione delle opere  eseguite.

Il Tribunale Amministrativo aveva però confermato la decisione del Comune ed  escluso che la struttura realizzata rientrasse nell’ambito dell’attività edilizia libera, ritenendo che la stessa non potesse essere qualificata come “pergotenda”, ai sensi della circolare di Roma Capitale n. 19137 del 9 marzo 2012.

Al contrario, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di primo grado, qualificando la realizzazione della veranda alla stregua di arredo esterno, di riparo e protezione, funzionale alla migliore fruizione temporanea dello spazio esterno all’appartamento cui accede, ed in quanto tale riconducibile agli interventi manutentivi non subordinati ad alcun titolo abilitativo ai sensi dell’art. 6, comma 1 del d.P.R. n. 380 del 2001.

 Ing. Gianluigi Carioti 


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