Diritto

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CONTRIBUTO DELLA COMMISSIONE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO AL PROGETTO DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Il Movimento Forense ha proposto il proprio contributo al progetto di riforma della giustizia amministrativa avviato dal PD.

In questo contesto, ha iniziato da una proposta di semplificazione delle disposizioni processuali contenute nel Codice appalti di prossima uscita, sulle quali si sono appuntate innumerevoli critiche sia da parte degli operatori, che del Consiglio di Stato.

Le modifiche proposte coinvolgono anche il valore e il criterio di applicazione del contributo unificato, il cui importo, combinato alle nuove disposizioni, rischia di tradursi in un diniego di giustizia, di dubbia legittimità.

Un punto della proposta interessa anche l’espropriazione per pubblica utilità, in direzione di una semplificazione delle procedure, dello snellimento del contenzioso e del migliore accesso alla giustizia per i meno abbienti.

Il lavoro è stato svolto in contemporanea da professionisti che operano nel settore sull’intero territorio nazionale e perfezionato nel brevissimo tempo disponibile.

Il percorso di riforma sarà lungo, ma MF intende continuare a contribuire fattivamente al miglioramento del sistema normativo grazie alla professionalità ed esperienza dei propri aderenti.

 

A)   PROPOSTA DI RIFORMA DELL’ART. 204 DEL CODICE APPALTI

Si propone la sostituzione del comma 2 con il seguente:

«2. Al fine di razionalizzare il processo in materia di gare pubbliche, L’esclusione dalla gara per carenza dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali di cui all’articolo 76 del codice degli appalti pubblici e delle concessioni, è immediatamente lesiva e  ricorribile dinanzi al giudice amministrativo nel termine di trenta giorni decorrente dalla pubblicazione dell’elenco degli esclusi sul profilo del committente della stazione appaltante. L’omessa impugnazione del provvedimento di esclusione nei termini stabiliti dal presente comma preclude la facoltà di far valere l’illegittimità derivata dei successivi atti della procedura di gara, anche con ricorso incidentale. I vizi relativi alla composizione della commissione di gara e all’ammissione alla gara per carenza dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali di cui al predetto articolo 76 sono soggetti a preavviso di ricorso ex art. 243 bis D.lgs. 163/06 da proporsi nel termine di trenta giorni decorrente, rispettivamente, dalla pubblicazione della composizione della commissione e dell’elenco degli ammessi sul profilo del committente della stazione appaltante. L’omessa presentazione del preavviso di ricorso nei termini stabiliti dal presente comma preclude la facoltà di far valere l’illegittimità derivata dei successivi atti della procedura di gara, anche con ricorso incidentale. Il diniego totale o parziale di autotutela, espresso o tacito, è impugnabile solo unitamente ai successivi atti della procedura di gara. Il mancato esercizio del potere di autotutela da parte della stazione appaltante sarà valutato ai sensi dell’art. 1227 c.c. E’ altresì inammissibile l’impugnazione dell’aggiudicazione provvisoria, ove disposta, e degli altri atti endoprocedimentali privi di immediata lesività».

Eliminazione del comma 6 bis

Eliminazione lettera f), h);

Lettera l): eliminazione del riferimento all’art. 6 bis

Reintroduzione dell’art. 243 bis già contenuto nel D.lgs. 163/06, preavviso di ricorso (come suggerito dal parere del Consiglio di Stato)

Inserimento della norma processuale nel Codice del processo amministrativo (D.lgs. 104/10)

 

Vantaggi della proposta:

1)     Superamento del problema di aggravamento degli oneri per l’esercizio del diritto di difesa, derivante dalla moltiplicazione del contributo unificato in caso di plurimi ricorsi;

2)     Evitare un incremento del contezioso giudiziario cd preventivo, consentendo, al contrario, un agile esercizio del potere di autotutela da parte della stazione appaltante, a sanatoria di eventuali vizi procedimentali.

3)     Scongiurare il paventato incremento dell’intervento della magistratura penale nel caso in cui, a seguito della mancata attivazione della tutela giudiziaria preventiva a causa della eccessiva onerosità dell’imposizione e della conseguente inammissibilità del successivo ricorso, l’appalto fosse aggiudicato a soggetti privi dei necessari requisiti.

 

B) PROPOSTA DI RIFORMA DEL CONTRIBUTO UNIFICATO

1)    Frazionamento degli scaglioni di valore in materia di appalti pubblici per la determinazione del contributo unificato in modo da ridurre la sperequazione oggi esistente.

-        Aumento degli scaglioni di valore

-        Incremento del contributo per gli appalti di valore superiore ai 10 milioni di euro

-        Dimezzamento del contributo per gli appalti di valore inferiore ad un milione di euro

-        Riduzione di un terzo del contributo per gli appalti di valore inferiore alla soglia comunitaria

2)    Espropriazione per pubblica utilità

Esenzione totale ovvero un contributo unico (come nell'esecuzione) accessibile di 150 euro per chi ha un reddito inferiore al triplo del c.d. Gratuito patrocinio ( circa 32000 euro). 

 

C)  PROPOSTA DI RIFORMA IN MATERIA DI ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICITÀ UTILITÀ

 

RIFORMA DELL'ART. 21 D.P.R. 327/2001: 

A - L'indennizzo provvisorio diventa definitivo se non viene impugnato entro 60 gg dalla notifica del relativo atto ( se successiva ) o del decreto di esproprio;

B - L'impugnazione deve avvenire con un nuovo procedimento di determinazione della definitiva che in sostanza è un ATP trasposto in questa sede: come nella previdenza, istanza al tribunale che nomina direttamente il ctu ( scompare la terna ) e poi termini come di consueto per bozza, scambio osservazioni e definitiva . L'atp definitiva ( salvo impugnazione in corte d'appello con l'opposizione alla stima ) verrebbe poi omologata , e avrebbe valore di titolo esecutivo; 

C- Abrogazione della commissione provinciale per l'esproprio.

 

A cura della Commissione di diritto amministrativo

Coord. Avv. Veronica Navarra

Avv. Carlo Marrè Brunenghi, Avv. Eleonora Schneider, Avv. Antonio Martini, Avv. Andrea Barletta, Avv. Andrea De Angelis, Avv. Maria Beatrice Zammit, Avv. Simona Motta, Avv. Giorgio Giuliano, Avv. Filippo Muzi, Avv. Luisa Capicotto, Avv. Luigi Fabrizio De Angelis, Avv. Francesco De Cicco.

 


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