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COMUNICATO MOVIMENTO FORENSE: OGGETTO: ARTT. 8 E 9 DEL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL’ART. 21, COMMA 9, L. 247/2012  GRAVI CRITICITÀ RELATIVE AL METODO DI APPLICAZIONE DI CASSA FORENSE.

 PEC istituzionale@cert.cassaforense.it

 

Spett.le

CASSA FORENSE

Via E. Q. Visconti 8, 00193 Roma

Sede operativa: Via G. G. Belli 5, 00193 Roma

 

 

Roma, 07/12/2016

 

 

OGGETTO: Artt. 8 e 9 del Regolamento di Attuazione dell’art. 21, comma 9, l. 247/2012. Gravi criticità relative al metodo di applicazione di Cassa Forense.

 

Spett.le Cassa Forense,

con la presente siamo a denunziare un grave problema che riguarda migliaia di Colleghi, e che necessita di immediata soluzione.

Come è noto, il Regolamento di attuazione dell’art. 21, comma 9, l. 247/2012, all’art. 9 prevede un sistema di “agevolazioni” secondo il quale i contribuenti entro l’ottavo anno di iscrizione a Cassa Forense e percettori di reddito imponibile IRPEF inferiore ad € 10.300,00= avrebbero FACOLTA’ di versare i contributi minimi obbligatori nella misura della metà, con riconoscimento di soli 6 mesi di anzianità contributiva, salva possibilità di integrazione dei contributi detti con riscatto dell’intera annualità di contribuzione.

Orbene, secondo l’art. 8 del menzionato regolamento, Cassa Forense riscuote i minimi soggettivi per la metà durante l’anno di competenza, mentre il restante importo sarà riscosso, se dovuto, l’anno seguente.

Sennonché questa modalità di riscossione dei contributi, risulta essere gravemente discriminatoria e pregiudizievole, e soprattutto per i soggetti redditualmente più deboli.

Infatti, per quanto riguarda i contribuenti interessati dall’istituto in esame, avviene che Cassa forense riscuote metà contributi soggettivi minimi per l’anno di competenza concedendo la possibilità di fruire di 4 rate (febbraio-aprile-giugno-settembre, cui si intersecano le scadenze dei contributi integrativi a luglio e dicembre). L’anno successivo, Cassa Forense invia (in periodo imprecisato) una comunicazione con cui avverte il contribuente, che può o deve versare la restante metà dei contributi minimi soggettivi, a seconda che l’anno

 

 

precedente sussistessero o meno le condizioni di reddito per fruire dell’ “agevolazione” di cui all’art. 9 (e senza scordare, che il “beneficio” è pagato in ogni caso con il riconoscimento di soli 6 mesi di anzianità contributiva).

Concretamente, tale comunicazione e richiesta di pagamento sono avvenute con le seguenti modalità:

Anno 2015 (con riferimento all’anno di competenza 2014)

Cassa Forense pare abbia inviato una comunicazione PEC solo ad alcuni contribuenti. A molti tale “avvertimento” è pervenuto a mezzo di mail ordinaria, che peraltro conteneva informazioni riservate del contribuente, rese così visibili a chiunque avesse accesso alla mail di studio (laddove non sia finita nella nella casella SPAM). Moltissimi hanno denunciato di aver ricevuto la menzionata “e-mail” solo a Dicembre 2015, con richiesta di pagamento di somme ingenti (al minimo, si trattava di metà dei contributi minimi soggettivi) entro il 31/12 del medesimo anno, ossia in pochi giorni!

Anno 2016 (con riferimento all’anno di competenza 2015)

Probabilmente a seguito delle proteste ricevute l’anno precedente, Cassa Forense nel 2016 ha inserito la comunicazione in esame nella posizione personale del contribuente a Luglio 2016, offrendo ad alcuni possibilità di dividere il pagamento delle somme dovute per l’anno precedente in 2 rate: la prima con scadenza al 31/07!!!! Seguentemente è giunta comunicazione PEC nel Novembre 2016, con avvertimento del termine ultimo per i pagamenti, scadente al 31/12/2016.

Quindi il sistema delle “AGEVOLAZIONI” pensato da Cassa Forense (ed imposto anche a chi non intenda fruirne) si articola nella seguente struttura:

ü  Pagamento di ½ contributi minimi soggettivi x l’anno di competenza in 4 rate (febbraio-aprile-giugno-settembre);

ü  Pagamento degli integrativi dell’anno precedente in 2 rate (luglio-dicembre)

ü  Pagamento di ½ contributi minimi soggettivi dell’anno precedente, secondo il “metodo a sorpresa” che di volta in volta Cassa Forense decide (2 rate, o in sol colpo, non è dato sapere secondo quale criterio si appartenga all’una o all’altra categoria dei sorteggiati), e comunque entro il 31/12 (questo almeno è certo!).

 

 

 

Non si può, infine, non menzionare i “fortunati” che siano al nono anno di iscrizione, i quali devono pagare in un anno:

ü  TUTTI i contributi minimi per l’anno di competenza (in 4 rate)

ü  Gli integrativi

ü  La ½ dei contributi minimi dell’anno precedente!

Evidentemente questo “metodo” risponde a comodità di gestione ideate a totale vantaggio di Cassa Forense, ma che pregiudicano e discriminano i contribuenti entro l’ottavo anno di iscrizione, ancorché aventi diritto al beneficio ma che del medesimo non intendano fruire.

Infatti a costoro è preclusa quell’opportunità di fruire, per il pagamento dei minimi, della rateizzazione in 4 tranche consentita, invece, a tutti coloro che risultino esclusi dall’applicazione degli artt. 8 e 9 del citato regolamento, essendo i primi chiamati (e molti obbligati) a versare somme consistenti in tempi ristretti, e con margini di preavviso francamente incettabili.

Questo risultato, che si sostanzia in una evidente disparità di trattamento tra i contribuenti, rischia di pregiudicare proprio i soggetti economicamente più deboli, i quali potrebbero aver bisogno di tutte le rateizzazioni previste da Cassa Forense, per mantenere integra la propria posizione previdenziale, e per non vedersi decurtata, loro malgrado, la propria anzianità contributiva.

E’ pertanto auspicabile che Cassa Forense provveda, senza indugio, a correggere tale modalità operativa, rispettando il principio della parità di trattamento, ed altresì attuando una politica di rispetto e comprensione per le istanze dei contribuenti più giovani e redditualmente esposti a difficoltà.

Con ossequio,

Il Movimento Forense – Il Presidente Avv. Massimiliano Cesali

Il Movimento Forense – Dipartimento di Previdenza ed Assistenza Forense

Il Responsabile p.t. Avv. Barbara Dalle Pezze

 

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