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D.M. 55/2014: LE OSSERVAZIONI DEL MOVIMENTO FORENSE ALLE IPOTESI DI MODIFICA ELABORATE DAL C.N.F.

Il Consiglio Nazionale Forense ha chiesto all'avvocatura, entro il 14 aprile 2017, di fornire osservazioni circa le ipotesi di modifica dei parametri per la liquidazione dei compensi elaborate, ex D.M. 55/2014, dal C.N.F..

Il Movimento Forense esprime la propria sostanziale condivisione nei confronti delle modifiche svolte che, pur perfettibili, appaiono chiarificatrici e tese a colmare lacune improcrastinabili.

Nello specifico si osserva quanto segue.

- Nell'ambito dell'attività stragiudiziale, ferme restando le indicazioni di cui all’art. 19 del Decreto Ministeriale, è certamente apprezzabile tanto la distinzione tra attività di mera consulenza e attività di assistenza, quanto l'ipotesi di separare l'attività prestata in sede di negoziazione assistita, pur ricompresa nell'attività di assistenza. Non si comprende tuttavia se per separazione si intenda di fatto duplicazione della relativa voce.

- Analogamente apprezzabile è la previsione di parametri per l'attività prestata in mediazione, nonché nell'ambito dell'attività in sede di a.d.r. e o.c.c. sebbene, tra i criteri segnalati, si propende per la redazione di una tabella specifica, con previsione per l'espletamento positivo della procedura del riconoscimento di un compenso aggiuntivo analogo a quello previsto attualmente nel D.M. 55/2014 all'art. 4 c. 6. Si ritiene preferibile tale ipotesi, anche al fine di rafforzare l'idea che, anche sotto tale aspetto, le a.d.r. (latamente sebbene impropriamente intese) costituiscono fattispecie distinta dall'attività processuale. 

- Fondamentale è la previsione di inserire una fase c.d. post decisoria che ricomprenda le attività poste in essere tra l'emissione della sentenza e l'inizio della fase esecutiva, spesso consistenti e talora svolte da un avvocato diverso e si condivide altresì la soluzione prospettata di quantificarla in misura percentuale tuttavia del 20% rispetto alla fase immediatamente antecedente.

- Quanto all'assistenza di più soggetti in giudizio, nell'ipotesi di modifica dell'art. 4, comma 2, si suggerisce di elidere il concetto di "analogia" di contesto sostanziale fattuale per ricomprenderlo nel successivo comma 4.

Nulla si osserva quanto alle ulteriori ipotesi di modifica.

Preme evidenziare che tanto con riferimento all'art. 4 (materia civile), quanto in relazione all'art. 12 (materia penale), la previsione di una facoltà in capo al giudice di una diminuzione del compenso in misura tuttavia non inferiore rispettivamente al 70 e al 30 % ventila il concetto di un "minimo" da garantirsi al professionista. Concetto, questo, che fa eco a quello di "equo compenso" da intendersi, in forza dell'omonimo disegno di legge quale diritto alla "corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto".

Se le regole del libero mercato sembrano impedire la trasformazione del "diritto" in "dovere" è auspicabile tuttavia una più elevata soglia di attenzione da parte del CNF in ordine ai meccanismi di concorrenza al ribasso veicolati da pubblicità suggestive e informative incomplete.

Con l’auspicio che la battaglia per la reintroduzione dell'obbligatorietà dei minimi tariffari abbia esito positivo, rimaniamo a disposizione.

Avv. Massimiliano Cesali

Presidente Nazionale Movimento Forense

Avv. Agnese Franceschini

Presidente Movimento Forense Sez. di Perugia

Clicca sul link per scaricare la comunicazione inviata al CNF


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