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IL DDL CONCORRENZA VA AL VOTO CON LA FIDUCIA: É ALLARME!  CHIEDIAMO L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Nelle stesse ore in cui si organizza a livello nazionale la manifestazione interprofessionale a difesa del lavoro autonomo, a cui il Movimento Forense aderisce essendo il promotore del progetto di Legge n. 3745 sul giusto compenso, il DDL CONCORRENZA avanza imperterrito al Senato.


Il legislatore sta per approvare un provvedimento che avrà forti ripercussioni negative sul lavoro degli avvocati.

Nelle prossime ore sul famigerato DDL CONCORRENZA (As 2085) verra' posta la fiducia senza permettere ai Senatori alcuna discussione in aula che garantisca la tutela dei diritti dei cittadini e di chi li difende; tutto questo solo per svenderli, entrambi, ai poteri forti sulla pelle dell’avvocatura e degli italiani.


Pochi se ne interessano e ancor meno ne parlano, eppure per gli avvocati la questione è importante:

1. il DDL CONCORRENZA vuole introdurre l'obbligatorieta' del preventivo scritto (non più quindi facoltativo) costringendo il difensore a inventare una proiezione illusoria su attività che verranno decise arbitrariamente da altri (PM, giudice e controparte);
2. il DDL CONCORRENZA vuole inventare un nuovo rito processuale (il diciottesimo?) per i sinistri stradali, con testi da certificare mesi/anni prima della causa (preliminarmente all'inizio di ogni anche solo eventuale contenzioso);
3. il DDL CONCORRENZA vuole far entrare il SOCIO DI CAPITALE, quindi, banche ed assicurazioni, nel controllo degli studi legali per consentire l'ennesimo abuso di posizione monopolista con travaso di posizione dominante in via orizzontale passando dal controllo del cliente affidato/assicurato a quello dell'assistito, per non parlare della già preannunciata esternalizzazione di migliaia di dipendenti degli uffici legali delle banche in crisi che andranno ad intasare un mercato legale già in overdose. Chi paga decide!

Qualcuno dovrebbe interessarsene, ma i più tacciono. 


A dirla tutta, oltre ad MF, solo l’Organismo Congressuale Forense ha rinnovato le legittime e condivise obiezioni che evidenziava l'OUA, ma i media di regime rispondono solo con l'omertà del silenzio stampa. Già questo é una garanzia delle pericolosità di quello che viene denunciato.

Per questi motivi, a nome delle migliaia di iscritti e di tutti gli avvocati che si riconoscono nella condivisione delle criticità esposte, il Movimento Forense lancia l' ALLARME e si rivolge al Capo dello Stato, che é anche avvocato e professore di giurisprudenza, perché intervenga con la sua moral suasion:

- per garantire la discussione parlamentare;

- perché il Parlamento riformuli il testo legislativo emendandolo dalle criticità alcune a forte rischio di incostituzionalità. 

Nella certezza che l'unione faccia la forza, MF invita anche l'Organismo Congressuale Forense e tutte le Istituzioni a rivolgersi al Presidente della Repubblica Mattarella perché intervenga nei modi e nelle forme opportune su un provvedimento che incide sui principi del giusto processo e che vuole svendere la professione alle grandi lobbies economiche

SURSUM CORDA.

Massimiliano Cesali
Alberto Vigani

MOVIMENTO FORENSE


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