Politica Forense

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VAGLIO, L'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA E CHI OSA CONTRAPPORSI

In un periodo di estrema crisi per la nostra professione, che dovrebbe vedere tutti impegnati nella stessa direzione per cercare di migliorare la situazione, purtroppo dobbiamo segnalarti che l'odierna maggioranza del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma continua a utilizzare il Consiglio stesso per finalità di lotta politica interna.

Il Movimento Forense ha sempre evitato di usare metodi aggressivi nelle proprie iniziative di politica forense, di formazione ed anche nelle fasi di elezione dei propri rappresentanti, così come ha sempre evitato di farsi coinvolgere quando polemiche di tono aspro - a volte sfociate anche in iniziative giudiziarie - hanno coinvolto altri soggetti dell'Avvocatura Romana.

Questa scelta è stata nel tempo apprezzata dalle Colleghe e dai Colleghi, che l'hanno premiata partecipando in modo sempre più massiccio alle nostre iniziative.

Tutto questo evidentemente sta creando nervosismi nell'attuale maggioranza, che ha individuato nel Movimento Forense un pericoloso concorrente alla Governance del Consiglio, e quindi proprio ora che si stanno forse finalmente avvicinando le nuove elezioni per il Consiglio ( qualcuno neanche ricorda più da quanti anni non si vota ! ), ha iniziato ad attuare una serie di iniziative da un lato provocatorie e dall'altro offensive nei nostri confronti.

Solo così si spiegano le numerose azioni intraprese nei confronti del Movimento Forense e degli esponenti dello stesso che da anni operano con spirito di servizio, taluni anche senza rivestire alcuna carica (in Consiglio c'è invece chi ne colleziona ben 3), gratuitamente in favore delle migliaia di Colleghe e Colleghi romani.

Ricordiamo solo gli ultimi eventi in ordine cronologico a tacer d'altri.

1. Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma ha adottato un regolamento per la formazione molto severo nei confronti delle iniziative non promosse dal Consiglio stesso, applicando il relativo regolamento del Cnf in modo assolutamente restrittivo. Il Movimento Forense ha proposto all'Ordine ed al CNF una istanza di annullamento o correzione in autotulela a cui nessuno ha dato riscontro e di cui si sono perse le tracce.

2. Sempre a proposito di formazione il Presidente Mauro Vaglio ha convocato una riunione con le componenti dell'Avvocatura Romana dalla quale ha volontariamente escluso le associazioni - tra cui il Movimento Forense - che si erano permesse di opporsi.

3. Ancora in tema di formazione risulta che gli "ispettori" (nominati dal Consiglio non si sa in base a quali criteri, non certo quelli dell'indipendenza e della pluralità ), hanno dedicato particolare attenzione ai convegni del Movimento Forense segnalando in un caso, parrebbe, alcuni colleghi usciti 10 minuti prima della fine del convegno per andare a prendere i figli a scuola ovvero recarsi a studio. Auguriamo che la notizia sia infondata, in caso contrario vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
Certo che è stridente il contrasto con la grande elasticità con la quale il Consiglio concede crediti ai propri convegni, nei quali offre i 20 crediti formativi per tutto l'anno, e con la manifestazione del 13 maggio, alla quale venivano riconosciuti 3 crediti a chi si trovava a San Giovanni intorno alle 13, suscitando l'ilarita' e l'ira degli Ordini degli Avvocati di tutta Italia.

4. Proprio con riferimento alla manifestazione del 13 maggio, alla quale il Movimento Forense (autore del DDL sull' equo compenso) contestualmente alla condivisione dell'OCF ha sin da subito aderito pubblicamente ed in assemblea, lo stesso Presidente Mauro Vaglio ha "dimenticato" tale adesione escludendo il Movimento Forense dal comitato dei promotori diversamente da altre associazioni o movimenti che hanno aderito. L'intento anche in questo caso era di non dare ribalta a chi tanto si era speso per la causa ... ma tanto c'erano i cappellini, le magliette, le bandiere ed i fischietti da noi pagati 30.000 euro: a proposito sono stati regalati o poi venduti?

5. Da ultimo, ma non per ultimo, il Consiglio ha deliberato di inviare al Comitato Distrettuale di Disciplina un esposto nei confronti di un Collega curiosamente esponente storico del Movimento Forense reo di aver manifestato il proprio disappunto verbalmente e per iscritto nei confronti dell'Ordine a causa dell'inerzia (in altre parole nemmeno un riscontro formale) rispetto ad una istanza rivolta per un parere delicato ed urgente in materia deontologica.

Quindi, chi con aria apparentenente bonaria e rassicurante ti da la pacca sulla spalla, in realtà - con il sostegno di tutta la maggioranza - intende cucire la bocca, con i metodi descritti, a chi manifesta il proprio dissenso in modo legittimo, civile, corretto e politicamente ineccepibile.

Noi riteniamo che questo modo di gestire il Consiglio dellOrdine degli Avvocati di Roma non sia quello giusto, e che non sia degno delle sue alte tradizioni.

Ma non temano i Colleghi, noi continueremo nella nostra attività senza cambiare stile, continuando a tenerli aggiornati e a denunciare ogni forma di sopruso, chiedendo loro di premiare il nostro impegno - quando si voterà - per un cambiamento sostanziale nella gestione del Consiglio.

Questo perchè noi crediamo nello spirito di servizio e nel pluralismo, e non ci ispiriamo ad un famoso film - di cui allego la locandina (CLICCA QUI) - e di cui potremmo suggerire la visione nell'ambito della rassegna cinematografica dell'Ordine di Roma a cui vengono anche riconosciuti i crediti formativi (sic).

Un saluto.

Massimiliano Cesali

Movimento Forense


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