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LA TRASMISSIONE DELLA SENTENZA DI DIVORZIO SU IMPULSO DI PARTE

Se nei casi di negoziazione assistita è previsto che gli avvocati che assistono i coniugi divorziati hanno l’obbligo di trasmettere la copia autenticata dell’accordo all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, in caso di scioglimento di matrimonio, annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, è onere dei tribunali inviare d’ufficio la sentenza agli uffici di stato civile dei comuni in cui è stato registrato il matrimonio perché siano annotati ai margini degli atti di matrimonio.

L’annotazione funge da pubblicità, in quanto rende pubblica ai terzi lo scioglimento del vincolo matrimoniale e di tale scioglimento si può avere idonea certificazione tramite l’estratto di matrimonio che può essere richiesto agli sportelli dell’anagrafe del comune in cui il matrimonio è stato celebrato.

L’ufficio dello stato civile che riceve la sentenza dal tribunale si adopera anche perché la stessa venga annotata anche sugli atti di nascita dei coniugi dagli uffici di competenza.

Normalmente, le sentenze (parziali o definitive, ma comunque relative allo “status” ) così recitano: <<Il Tribunale ordina che la presente sentenza, ai sensi degli art..10 l. n. 898/70 e 69 dPR 3/11/2000 n. 396, una volta passata in giudicato, sia trasmessa a cura della cancelleria in copia autentica all’Ufficiale di Stato civile del Comune di omissis per le annotazioni e le incombenze di cui all’Ordinamento dello stato civile>>.

Il richiamato art 10 Legge n. 898 del 1970, c. d. legge sul divorzio, infatti, prevede che: 

<<1. La sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, quando sia passata in giudicato, deve essere trasmessa in copia autentica, a cura del cancelliere del tribunale o della Corte che l'ha emessa, all'ufficiale dello stato civile del comune in cui il matrimonio fu trascritto, per le annotazioni e le ulteriori incombenze di cui al regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238.  2. Lo scioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio, pronunciati nei casi rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 2 della presente legge, hanno efficacia, a tutti gli effetti civili, dal giorno dell'annotazione della sentenza.>>

Come noto, le sentenze passano in giudicato decorsi trenta giorni dalla notifica (c.d. termine breve) oppure trascorsi sei mesi dalla sua pubblicazione, ossia dopo che il provvedimento è stato depositato presso la cancelleria del Tribunale che l’ha emesso.

L’avvocato che notifica la sentenza alla controparte ne accelera il passaggio in giudicato, avendo parte avversa soli trenta giorni per proporre appello.

Cosa succede se il procedimento relativo al divorzio è stato chiuso ormai con la emanazione della sentenza, i termini per proporre appello sono trascorsi ex artt. 325 e 327 c.p.c. ma, nonostante ciò il cittadino si reca al Comune, perché magari vuole contrarre nuove nozze, fa richiesta di un certificato e si accorge che risulta ancora coniugato perché la sentenza relativa al suo acquisito status “libero” non è stata trasmessa all’Ufficiale di stato civile?

Il cittadino si dovrà, per forza di cose, rivolgere all’avvocato che lo ha assistito nel procedimento divorzile, il quale dovrà recarsi presso la cancelleria della Corte di Appello competente per territorio, munito di una copia della sentenza (se la sentenza de quo è stata notificata, con la copia attestante l’avvenuta notifica) e, se sono trascorsi i termini per proporre appello avverso la sentenza, ex art. 325 c.p.c. o ex art 327 c.p.c., chiederà il rilascio di una certificazione attestante il non proposto appello e, dunque, il passaggio in giudicato della sentenza stessa; l’avvocato dovrà dichiarare, inoltre, di non proposto ricorso per Cassazione, né istanza di revocazione per i motivi di cui ai nn. 4 e 5 dell’art. 395 c.p.c. né impugnazione nel termine previsto dall’art. 327 c.p.c.

Ottenuta questa certificazione, si recherà nella cancelleria del ruolo generale civile del Tribunale competente per territorio per ottenere una ulteriore certificazione ai sensi dell’art. 124 disp. att. c.p.c. che renderà possibile la trasmissione della sentenza all’Ufficiale di stato civile del Comune nel quale il matrimonio è stato celebrato.

La difficoltà che incontrano le cancellerie dei nostri Tribunali è sicuramente quella di verificare la decorrenza dei termini per proporre appello avverso ogni singola sentenza e curarne, una volta trascorsi gli stessi, la trasmissione agli Ufficiali di stato civile competenti a ricevere la comunicazione.

È importante sapere che: la sentenza viene inviata all’ Ufficio di Stato Civile solo se è passata in giudicato, vale a dire se è stata formata l’acquiescenza, trascorsi i termini di Legge succitati.

L’Ufficiale di Stato Civile esegue l’annotazione della sentenza a margine dell’atto di matrimonio degli interessati, a margine dell’atto di nascita di entrambi e trasmette la comunicazione di divorzio all’Ufficio di Stato Civile in cui il matrimonio è stato eventualmente trascritto (nel caso in cui, al momento del matrimonio, i coniugi avevano la residenza in due Comuni diversi) ed all’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza relativo.

L’Ufficiale d’Anagrafe registra la comunicazione di divorzio: il cittadino interessato può verificare l’avvenuta variazione del suo stato civile richiedendo un certificato di stato libero all’Ufficio Anagrafe del proprio Comune di residenza.

                                                                                                           Avv. Paola Mazzei -  Responsabile rapporti con la stampa MF Salerno


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