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RIFORMARE LA GIUSTIZIA: LE PROPOSTE DEL MOVIMENTO FORENSE - PARTE 1

Roma, 6 febbraio 2018. Iniziamo oggi la presentazione di alcune riforme del "Sistema Giustizia" che il Movimento Forense mette a disposizione di tutti i partiti politici che si presenteranno alle prossime elezioni.

La stesura delle proposte è stata curata dall'Ufficio Legislativo e dal Dipartimento Scientifico del Movimento Forense, con lo scopo di fornire possibili soluzioni a problematiche che interessano quotidianamente tutti i colleghi.

Quello che conta è individuare gli ostacoli che rendono farraginoso il lavoro di ogni giorno di 250.000 avvocati, e porvi rimedio.

Avv. Massimiliano Cesali - Presidente MF

Avv. Alberto Vigani - Resp. Ufficio Legislativo MF

Avv. Barbara Dalle Pezze - Resp. Dip. Scientifico MF

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1. PIGNORAMENTO “IN PROPRIO" E ACCESSO ALLE BANCHE DATI EX ART. 492 BIS C.P.C. DA PARTE DEGLI ORDINI FORENSI

L'introduzione di questi due nuovi istituti è finalizzata da un lato ad ampliare le attribuzioni degli avvocati nel processo di esecuzione civile, con massima garanzia di competenza e tutela dei diritti degli interessati, e dall’altro a rendere più agevole e snella, oltre che meno dispendiosa, l’esecuzione dei pignoramenti, da sempre disagevole.

È opportuno porre all’attenzione di tutti i Colleghi che, al fine della conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27.6.2015 n. 83 (misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria), erano stati presentati due emendamenti (e precisamente A.C. 3201 n. 14.1, 14.2, 14.3, 14.4) che prevedevano i due seguenti istituti:

1) c.d. «pignoramento in proprio» (clicca qui): estensione delle facoltà di cui alla Legge 21.1.1994 n. 53 (c.d. legge sulle “notifiche in proprio”) anche ai pignoramenti che si eseguono mediante notificazione di un atto (es. pignoramento presso terzi, pignoramento immobiliare, nuovo pignoramento automobilistico, pignoramento di navi ed aeromobili, di quote sociali, di titoli di proprietà industriale);

2) estensione agli Ordini circondariali forensi della facoltà di accesso alle banche dati ex art. 492 bis c.p.c. (clicca qui)

Tali emendamenti non sono stati accolti, non essendovi stato nemmeno il tempo di coinvolgere le rappresentanze istituzionali ed associative dell’Avvocatura.

Ciò non toglie tuttavia che l’iniziativa debba essere coltivata e reiterata, rappresentando certamente innovazioni di grande utilità per l’Avvocatura.

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2. PROPOSTA DI MODIFICA DELL’ART. 474 C.P.C.: CONFERIRE VALORE DI TITOLO ESECUTIVO ALLE TRANSAZIONI SOTTOSCRITTE DALLE PARTI CON L’ASSISTENZA DEGLI AVVOCATI

Proposta di Modifica:

Art. 474 c.p.c. Titolo esecutivo

L'esecuzione forzata non può avere luogo che in virtù di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile.

Sono titoli esecutivi:

1) le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;

2) le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute, le cambiali, nonché gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia;

3) le transazioni, sottoscritte dalle parti con l’assistenza degli avvocati purché dal contratto risulti in modo espresso e non equivoco la volontà delle parti di conferire allo stesso efficacia di titolo esecutivo, e con esclusione degli atti soggetti a pubblicità immobiliare o commerciale i quali costituiscono titolo esecutivo solo se ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli;

4) gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli. L'esecuzione forzata per consegna o rilascio non può aver luogo che in virtù dei titoli esecutivi di cui ai numeri 1), 3) e 4) del secondo comma. Il precetto deve contenere trascrizione integrale, ai sensi dell'articolo 480, secondo comma, delle scritture private autenticate e delle transazioni di cui al numero 2) del secondo comma.

 


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