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DA DOMANI "SI FA L'ITALIA", E LA GIUSTIZIA ?

Roma, 04 Marzo 2018 - Finita la campagna elettorale, da domani occorre che gli eletti ed il Governo, di qualsiasi colore, si occupino seriamente della Giustizia.

Abbandoniamo definitivamente la stagione dei tagli, dei diritti negati, dell'incertezza sulla durata dei processi e mettiamoci alle spalle anche il provincialismo che ci fa guardare con il capo chino all'Europa e scimmiottarne i sistemi.

Per sperare di ottenere un vero rilancio economico della nostra Nazione, dobbiamo evitare la fuga degli imprenditori ed attrarre gli investitori stranieri che ad oggi sono spaventati dallo stato comatoso del nostro sistema giustizia.

E, quindi, é tempo di fare riforme organiche ed aumentare il numero dei magistrati, unica soluzione per rendere accettabili i tempi della giustizia.

- Processo civile con un unico rito (non sommario) per evitare l'autogenerarsi di cause, garantendo il processo a giurisdizione statale, affiancato da una seria politica di implementazione delle ADR, rendendole efficienti e risolutive, di competenza esclusiva degli avvocati.

- Processo penale con tempi da stato moderno, in modo da garantire i diritti sia di chi lo subisce - riducendo il periodo critico senza sospendere la prescrizione - ma anche delle vittime che otterranno giustizia in tempo certi. Partendo dall'udienza preliminare che deve assolvere alla funzione propria di filtro e non essere un passaggio a livello sempre alzato.

- Processo Tributario, processo unico e rituale con Giudici togati, ed onere della prova a carico di chi controlla. Rimodulazione della c.d mediazione tributaria che non può continuare ad essere affidata allo stesso Ente impositore. Questo é il processo che viene affrontato dalla maggior parte degli imprenditori, spina dorsale del nostro paese.

Occorre ripartire dai cittadini e dalle imprese e non ragionare solo in termini di risparmio.

L'avvocatura deve fare la sua parte: le riforme devono essere concertate veramente con gli avvocati, i quali devono avere la forza di far valere le ragioni di una categoria che attua i diritti dei cittadini.

Ciò non può accadere se le rappresentanze dell'avvocatura vengono scelte, come ora, con il placet di chi siede a via Arenula ed Palazzo Chigi.

Per ottenere indipendenza occorre allargare la partecipazione degli avvocati alle fasi decisionali, il contrario di ciò che vogliono CNF e OCF.

Mancano pochi giorni, poi dalle chiacchiere e dagli applausi immeritati si passerà speriamo ai fatti.

Massimiliano Cesali


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