Rassegna Di Giurisprudenza

Ultimo aggiornamento .

RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA N. 3/2018

Selezione mirata di recenti interventi normativi e giurisprudenziali a cura della Commissione Scientifica della Sezione di Avellino del Movimento Forense: Avv. Italo Meoli; Avv. Elena Ferrara; Avv. Carmela Festa; Avv. Annalisa Gallo; Avv. Maria Vaccarello.

Civile

  1. INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA - L'intermediario che viola gli obblighi informativi (dovuti anche all'investitore speculativo) non può neppure invocare la responsabilità attenuata perché il cliente ha disatteso i suggerimenti ad uscire dall'investimento. (Corte di Cassazione, Prima Sezione Civile, ordinanza n. 4727 del 28 febbraio 2018)
  2. Il mancato esperimento del tentativo di conciliazione, soprattutto in base al nuovo testo (173/07/Cons) che prevede espressamente solo una temporanea improcedibilità, non si può ritenere condizione di proponibilità della domanda, ma solo condizione id procedibilità di essa, e impone al giudice (anche di appello) di fissare alle parti un termine per il suo esperimento. (Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, ordinanza n. 4575 del 28 febbraio 2018)
  3. Locazioni: responsabile del rumore in casa è solo l'inquilino. Il locatore non è tenuto a far rispettare all’inquilino l’osservanza delle regole sul rumore e, non risponde dei danni provocati, a meno che non avesse dovuto prevederli alla stipula del contratto. (Corte di Cassazione, Sezione VI civile, Ordinanza n. 4908 del 1 marzo 2018)

 

PENALE

  1. Coprire la targa dell'auto con nastro adesivo non integra il reato previsto dall'articolo 490 cp (soppressione, distruzione e occultamento di atti veri). Non si rischia, quindi, il carcere, al più una multa. Secondo la sentenza della Cassazione (sentenza n. 9013/18) per quanto la condotta sia censurabile si deve considerare la particolare tenuità del fatto. (Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale, sentenza n. 9013 del 27 febbraio 2018)
  2. Whistleblowing: con denuncia in sede penale cade l’anonimato di chi segnala. La denuncia anonima del dipendente infedele ha pieno valore indiziario sul fronte disciplinare. Su quello strettamente penale, invece, precisa la Cassazione con la sentenza n. 9047/18 il whistleblower deve uscire allo scoperto con nome e cognome per consentire un’eventuale presa di posizione da parte del soggetto che si è sentito calunniato o diffamato. (Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale, sentenza n. 9047 del 27 febbraio 2018)
  3. Elezioni: reato portare il cellulare in cabina. Rischia una sanzione di 15 mila euro chi entra nella cabina elettorale con il cellulare e fotografa la scheda. Ed è inutile minimizzare l’accaduto chiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto. (Corte di Cassazione, Quinta Sezione Penale, sentenza n. 9400 del 1 marzo 2018)

 

AMMINISTRATIVO

  1. Appalto, difformità degli importi: è una irregolarità essenziale dell’offerta. Se non c’è corrispondenza tra gli importi indicati nell’offerta economica e nel relativo dettaglio l’impresa deve essere estromessa dalla partecipazione alla gara per irregolarità essenziale. (Tar Toscana, sez. I, sentenza n. 130 del 25 gennaio 2018)
  2. Condono edilizio: quale la scadenza dei termini e le conseguenze della violazione. La sanatoria edilizia non è procedibile di ufficio, bensì richiede una formale richiesta. La violazione del termine finale di un procedimento amministrativo non consegue l’illegittimità dell’atto tardivo – salvo che il termine sia qualificato perentorio dalla legge–, trattandosi di una regola di comportamento e non di validità. In caso di abuso edilizio, l’inerzia dell’amministrazione nell’esercizio dei poteri repressivi non può radicare un affidamento di carattere ‘legittimo’ in capo al proprietario dell’abuso, giammai destinatario di un atto amministrativo favorevole idoneo a ingenerare un’aspettativa giuridicamente qualificata. (Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 1123 del 22 febbraio 2018)
  3. Edilizia, D.I.A.: quali i termini di inizio e di fine attività? La norma dell’art. 15 del D.P.R. 380/2001, che disciplina i termini di inizio e ultimazione lavori del permesso di costruire si applica anche alla D.I.A. La proroga del termine, in presenza delle condizioni di legge che la consentono, deve essere sempre richiesta e non opera alcun automatismo dell’effetto di quiescenza nell’ordinario decorso dei termini di legge in presenza di cause impeditive esterne. (Tar Campania, sez. IV, sentenza n. 1276 del 26 febbraio 2018)

LAVORO

  1. Ritorsivo il licenziamento deciso dalla società per giusta causa con l'accusa al lavoratore di simulare la malattia, se è dimostrato che la malattia è reale e c'è stato un precedente rifiuto del lavoratore di accettare una transazione economica finalizzata ad ottenere le sue dimissioni (Corte di Cassazione – sezione Lavoro, sentenza n. 4883 del 1 marzo 2018)
  2. Accompagnamento: il mero dissenso diagnostico non giustifica la riforma della sentenza - In materia di invalidità, per la sussistenza del vizio di motivazione, la mera prospettazione di una semplice difformità tra le valutazioni del CTU e quella della parte circa l'entità e l'incidenza del dato patologico, poiché in mancanza degli errori e delle omissioni sopra specificate le censure di difetto di motivazione costituiscono un mero dissenso diagnostico non attinente a vizi del processo logico e si traducono in una inammissibile richiesta di revisione del merito del convincimento del giudice (Corte di Cassazione - sezione Lavoro - ordinanza n. 4544 del 27 febbraio 2018)
  3. Promessa di conservare il posto non valida se fatta valere dopo il licenziamento. La promessa unilaterale di garantire ad un dipendente il posto di lavoro e la retribuzione in caso di variazione della proprietà aziendale è priva di effetto se il rapporto sottostante alla promessa è il rapporto di lavoro e la promessa viene fatta valere, per l'intervenuto cambiamento di proprietà, dopo che detto rapporto di lavoro sia già cessato. È quanto ha stabilito la Corte di appello di Milano (presidente relatore Maria Rosaria Cuomo) con la sentenza n° 1656/2017, confermando, con diversi motivi, la decisione del Tribunale di Milano (Corte d’Appello di Milano – sezione Lavoro , sentenza n. 1656 dell’11 ottobre 2017)

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