Rassegna Di Giurisprudenza

Ultimo aggiornamento .

RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA N. 5/2018

Selezione mirata di recenti interventi normativi e giurisprudenziali a cura della Commissione Scientifica della Sezione di Avellino del Movimento Forense: Avv. Italo Meoli; Avv. Elena Ferrara; Avv. Carmela Festa; Avv. Annalisa Gallo; Avv. Maria Vaccarello.

Civile

  1. Danno non patrimoniale: risarcimento da ctu senza quantificazione di parte. Il risarcimento del danno non patrimoniale deve considerarsi come ristoro complessivo e massimo (onnicomprensivo) da attribuire alla persona offesa. Nella quantificazione del danno non patrimoniale rientrano tutte le tipologie di sofferenze e menomazioni subite dal paziente (dal danno biologico a quello esistenziale e di sofferenza). (Corte di Cassazione - Sezione VI Civile - ordinanza 7 maggio 2018 n. 10912)
  2. Il risarcimento aumentato è un’eccezione. In caso di danno alla salute è duplicazione risarcitoria attribuire sia una somma a titolo di risarcimento del danno biologico sia una per i pregiudizi dinamico-relazionali generali inevitabili e conseguenti alla menomazione subita. E nel danno permanente la misura standard del risarcimento prevista dalla legge o dal criterio equitativo uniforme adottato dai giudici di merito può essere aumentato solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale. (Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile, ordinanza 27 marzo 2018 n. 7513)
  3. Il cliente deve dimostrare l’indebito. Il correntista che chiede la restituzione di somme non dovute ha l’onere di dimostrare l’avvenuto pagamento dei relativi importi e la mancanza di una causa dei versamenti (Tribunale di Roma – Sedicesima Sezione Civile, sentenza n. 3715 del 20 febbraio 2018) 

PENALE

  1. Buoni fruttiferi postali equiparabili a scritture private. La contraffazione di buoni fruttiferi postali non integra il falso in atto pubblico in quanto essi sono qualificabili come scritture private emesse da una società per azioni, privatizzata, che nello svolgimento dell'attività bancaria non si differenzia in alcun modo dagli altri istituti di credito. (Corte di Cassazione, Seconda Sezione Penale, sentenza n. 20437 del 9 maggio 2018)
  2. Accesso abusivo a Facebook. L'indirizzo Ip incastra l'operatore. L'accertamento dell'indirizzo Ip del dispositivo è sufficiente - anche in assenza di ulteriori accertamenti tecnici, ma utilizzando diversi «elementi dimostrativi» - alla condanna “per accesso abusivo e sostituzione di persona” di chi acceda al profilo Facebook di un terzo. (Corte di Cassazione, Quinta Sezione Penale, sentenza n. 20485 del 9 maggio 2018)
  3. Tenuità del fatto per l'automobilista che non genera il sinistro e non si ferma. In caso di incidente stradale non particolarmente grave in cui l'automobilista non si fermi a prestare soccorso non si applica sempre e comunque l'articolo 189, comma 6 del codice della strada, ovvero la norma che riconosce l'obbligo di fermarsi immediatamente e attivarsi per il soccorso. L’eccezione in particolare vale quando l'imputato non abbia cagionato personalmente l'incidente. (Corte di Cassazione, Quarta Sezione Penale, sentenza n. 20096 dell’8 maggio 2018)

AMMINISTRATIVO

  1. Ottemperanza su sentenza che accoglie la querela di falso e conversione dell’azione. La sentenza con cui è stata accolta la querela di falso ed è stata dichiarata la falsità di alcuni atti (nel caso di specie, delle ordinanze di sospensione e demolizione di lavori abusivi) è una pronuncia autoesecutiva che non può essere azionata in sede di giudizio di ottemperanza ex art. 112 e ss c.p.a. dalla parte che vorrebbe che l’amministrazione ponesse in essere degli ulteriori atti sulla base delle falsità rilevate (nell’ipotesi in esame la sanzione degli abusi edilizi). Deve pertanto essere dichiarata l’inammissibilità del ricorso per l’ottemperanza ma la domanda giudiziale può essere convertita nell’azione avverso il silenzio inadempimento di cui agli artt. 31 e 117 c.p.a., qualora ne sussistano i requisiti di sostanza e forma. (Tar Campania, Sezione VIII, sentenza n. 2748 del 26 aprile 2018)
  2. Non è possibile sottoporre il permesso di costruire a una condizione. In via di principio, e fatti salvi i casi espressamente stabiliti dalla legge, non può essere apposta ad una concessione edilizia una condizione, sia essa sospensiva o risolutiva, stante la natura di accertamento costitutivo a carattere non negoziale del provvedimento; ne consegue che, a parte tali limitazioni, la concessione edilizia, una volta riscontratane la conformità alla vigente disciplina urbanistica, deve essere rilasciata dal comune senza condizioni che non siano espressamente previste da una norma di legge. (Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza n. 2366 del 19 aprile 2018)
  3. Nessun diritto di accesso al Codacons per la verifica dei servizi Trenitalia. Non esiste un diritto di accesso ai documenti interni di Trenitalia, da parte delle associazioni dei consumatori, per verificare l'esecuzione secondo «standard di qualità» del servizio ferroviario. (Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza n. 2105 del 5 aprile 2018) 

LAVORO

  1. Niente privacy se il dipendente si autotutela. La registrazione di conversazioni effettuate sul posto di lavoro da parte di un dipendente all’insaputa dei colleghi non costituisce condotta suscettibile di sanzione disciplinare se il lavoratore ha assunto tali iniziative per esigenze di tutela dei propri diritti. (Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza n. 11322 del 10 maggio 2018)
  2. «Sì» al licenziamento del dipendente delle Entrate per consulenze fiscali anche gratuite. Legittimo il licenziamento disciplinare del dirigente dell’Agenzia delle Entrate che svolga in forma privata attività di consulenza in materia fiscale e tributaria. (Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza n. 11160 del 9 maggio 2018)
  3. Pa tenuta a pagare il danno biologico al dipendente demansionato. L'amministrazione non può escludere dai propri compiti di responsabilità il lavoratore che torni al suo posto dopo aver ricoperto una posizione organizzativa. E, se da questa circostanza deriva una sofferenza psicologica il datore di lavoro pubblico è tenuto a pagare il danno biologico. (Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza n. 10138 del 26 aprile 2018)

Commenti

Nessun commento.

Registrati per poter commentare.

© 2013 Movimento Forense - Sito sviluppato da Filippo Iovine