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#BREAKINGNEWS: HOUSTON…OPS…#CONGRESSOCATANIA2018, ABBIAMO UN PROBLEMA.....

Lo sappiamo, ogni volta che si parla di far votare gli Avvocati le cose si complicano!!

E, ahimè, mai come al congresso, massima assise dell’avvocatura, è importante esser sicuri di cosa si potrà votare!!


Purtroppo, ma se vi ricordate noi di MF ve lo avevamo detto, le  nuove regole che si sono scelte a Rimini sono state un salto nel vuoto ed all'atterraggio ci aspettavano trabocchetti e rovi per tutti. Tutto previsto!


Anche oggi ne abbiamo un nuovo esempio ed una nuova conferma: a  poco più di tre settimane dal termine per la presentazione delle mozioni per il Congresso Nazionale Forense di Catania, restano aperte delle questioni pericolose su chi possa presentare le mozioni e su chi possa sottoscriverle.

E pare che i soggetti legittimati  siano più i vecchi che i nuovi delegati eletti!! 

Con buona pace dell’annuciata problematicità di questa riforma!!


Per far capire subito di cosa stiamo parlando anticipiamo l’essenza del problema: se leggessimo la sola lettera dello statuto voluto dalla maggioranza riminese, si scopre che tutte le proposte da decidere nel nuovo congresso di Catania dovrebbero elaborarle, presentarle e firmarle i vecchi delegati eletti per Rimini!! 

Un controsenso? Ma così sta scritto sul testo della mozione Statutarie n. 2 a firma Mauro Vaglio approvata da ben 591 delegati congressuali a Rimini il 6 ottobre 2016 (tutti sponsorizzati dai Coa che volevano una governance che guardasse ad un futuro efficiente e coeso).


Partiamo dall’inizio e, quindi, dalle norme.


L’art. 5 dell’approvato Statuto del congresso prevede questo:

3. A pena di inammissibilità, ogni proposta di deliberato congressuale è sottoscritta digitalmente dal presentatore e da questi trasmessa a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’Ufficio di presidenza non oltre il trentesimo giorno antecedente la data di apertura dei lavori della sessione congressuale.

4. L’Ufficio di presidenza, entro i tre giorni successivi, cura la pubblicazione sul sito internet del Congresso di ogni proposta di deliberato pervenuta numerandola e/o denominandola al fine di consentirne la conoscenza e la successiva adesione da

parte dei Delegati.

5. Ogni Delegato può aderire alla proposta di deliberato con espressa dichiarazione

sottoscritta digitalmente e trasmessa, non oltre il quindicesimo giorno antecedente la

data di apertura dei lavori della sessione congressuale, a mezzo pec all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’Ufficio di presidenza, ovvero con altro mezzo telematico da quest’ultimo ritenuto idoneo.


Pare facile? Anche no! 

Da questa norma sorge il primo problema: non si capisce se il presentatore della mozione debba essere un delegato oppure possa essere un qualunque avvocato italiano.

La norma parla, infatti, solo di “presentatore”, mentre è più specifica per quanto riguarda l’adesione, lasciando tale compito ai delegati.


Ma non dice di quali delegati sta parlando e così, proprio in relazione a tale compito, sorgono gli ulteriori problemi.


Nonostante vi siano i delegati da ultimo  eletti, l’art. 4 comma 14 dello Statuto prevede nientepopodimeno  che:

14. I Delegati rimangono in carica sino all’apertura dei lavori del successivo Congresso. 

Ciò pare deporre per una irrisolta sovrapposizione di ruoli tra i delegati uscenti, espressamente autorizzato, e quelli appena eletti, ma non citati dalla norma: in altre parole, posto che le mozioni si presentano prima dell’apertura del congresso,  chi sono i delegati che possono firmare le mozioni? I vecchi ancora in carica o i nuovi non individuati specificamente? 


Insomma, se i delegati rimangono in carica fino all’apertura dei lavori del successivo Congresso, i nuovi delegati, per evitare tale sovrapposizione, entrerebbero in carica solo con l’apertura dei lavori. 

Ma se questo fosse vero, non sarebbero i delegati appena eletti a sottoscrivere le mozioni del Congresso, visto che le adesioni devono pervenire entro il quindicesimo giorno antecedente l’apertura dei lavori.

Sul punto, non aiuta nemmeno la norma transitoria dell’art. 9 che, pur essendo rubricata “Norma transitoria per la prima elezione dell’Organismo Congressuale Forense” prevede al comma 4 quanto segue:

4. I Delegati già eletti per il XXXIII Congresso Nazionale Forense restano in carica fino all’apertura del successivo Congresso con i compiti e le funzioni di cui all’art. 4 e seguenti delle presenti disposizioni.

Dato per assodato il principio che “rubrica legis non est lex”, tale norma sembra ribadire che le funzioni dei delegati (tra cui la sottoscrizione per adesione delle mozioni) siano riservate ai delegati eletti per il XXXIII Congresso Nazionale Forense del 2016.


Che si fa??


Dato per scontato che la soluzioni più sensata è che i presentatori e i sottoscrittori delle mozioni del prossimo congresso siano i delegati eletti per il congresso stesso (pena uno svilimento del ruolo di delegato, che si troverebbe a votare mozioni che non ha contribuito a redigere o a sostenere), pare necessario che, con la solerte tempestività necessitata dall’esser giunti al 13 di agosto senza certezze, l’Ufficio di Presidenza del Congresso specifichi nelle proprie Brevi Note sulle Mozioni se il presentatore può essere un qualunque avvocato o un avvocato eletto delegato, e se i delegati chiamati a prestare l’adesione siano quelli eletti per il XXXIV Congresso Nazionale Forense o quelli ancora in carica ai sensi dell’art. 4 c. 14 dello Statuto.

Con osservanza.


Direttivo nazionale MF


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