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INTERVENTO (integrale) DEL PRESIDENTE DEL #MOVIMENTOFORENSE AL XXXIV CONGRESSO NAZIONALE FORENSE. Ringraziamo #BookMarkTV ed Andrea Pontecorvo

Rivolgo il saluto a nome del #MovimentoForense all’avvocatura italiana riunita nella Massima Assise.

Saluto chi brindava alla nascita del nuovo organismo di attuazione dei deliberati del Congresso come la salvezza dell’avvocatura e la soluzione di tutti i mali.

Noi eravamo dalla parte dei vinti, e non delle vedove inconsolabili come sostiene il Presidente Paparo, eravamo 300 ed in numero é emblematico.

Volevamo una leadership forte e decisamente politica dell’avvocatura, invece che un centro studi al servizio del #CNF.
Ora sono i vincitori a riconoscere le criticità.

Sarebbe facile dire: AVEVAMO RAGIONE !

No, noi ci siamo ed offriremo il nostro contributo come sempre.

Ma il mio pensiero di avvocato normale, non #illuminato per indole e per scelta, non è tanto rivolto a questa sala ma a quei pochi che ci hanno delegato ed alla moltitudine silenziosa ormai esausta

A loro dobbiamo dire la verità: che la rappresentanza istituzionale é riconoscibile mentre quella politica è purtroppo debole.

A loro dobbiamo dire che i nostri organismi, sono stati disegnati come una piramide il cui vertice è talmente sottile da renderlo lontano ed irraggiungibile dalla base,
non comprendendo che invece la piramide deve essere rovesciata, affinché il vertice sia solido, riconosciuto e riconoscibile, quindi, numeroso per sopportare il peso della base che spinge in modo inesorabile.

Questa é la risposta a chi 2 anni fa disse che a chi desiderava parlare di rappresentanza a Catania avrebbe riservato una stanzetta.

Le nostre mozioni affrontano tutti gli argomenti all’ODG
Il ripristino dei minimi tariffari (a proposito benvenute le altre associazioni che solo oggi denunciano il problema), l'esenzione dalle spese per il recupero dei nostri compensi professionali

Ma abbiamo presentato una mozione anche con riferimento all’argomento principale scelto dal #CNF e #OCF: “il ruolo dell’avvocato nella democrazia e nella costituzione”.

Argomento delicato e divisivo come è emerso anche dal dibattito di ieri; che se non maneggiato con cura potrebbe rivelarsi un boomerang relegando l’avvocato ad un collaboratore "della giustizia" che persegue - insieme ai magistrati - come affermava il Calamandrei, uno scopo comune.

Io sono un avvocato non mi sento di perseguire lo stesso scopo dei magistrati, io difendo orgogliosamente una parte e rispondo alla legge ed alla deontologia.

Per questo mi preoccupo degli avvocati e di quanto succede tutti i giorni:
-Avvocati indagati
-Avvocati intercettati
-Avvocati perquisiti
-Normativa Antiriciclaggio
-Avvocati sottoposti a procedimenti disciplinari per inadempienze dei propri assistiti

Siamo sicuri di voler dare alla magistratura addirittura uno strumento di rango costituzionale?

Questa dell’avvocato in costituzione è una battaglia autoreferenziale, concepita in un contesto politico e sociale completamente diverso da ora, quando c’era un governo sensibile a ciò.

Ora questo non è realizzabile.

Lo ha detto anche ieri il ministro: "sarà oggetto di studio", lo stesso Ministro che vuole sospendere la prescrizione e nulla ho sentito a riguardo in questa sede.

Proseguire in questo solco vuol dire utilizzare una “arma di distrazione di massa”; cosi come far votare per il rinnovo del CNF a dicembre i Consigli dell’Ordine in scadenza invece che attendere marzo e l’elezione dei nuovi.

Noi avvocati non riusciamo a portare a votare i colleghi per le nostre elezioni alla cassa e pretendiamo addirittura un referendum costituzionale.

Abbiamo necessità di un forte rinnovamento, di un cambiamento, dobbiamo avere il coraggio di rafforzare il sistema di rappresentanza, cambiare tutti i nostri vertici per aprire un dialogo costruttivo, alla pari con il Governo.

Iniziamo da oggi votando le mozioni statutarie che vanno in questa direzione e domani eleggendo i membri dell’OCF in grado di avere una visione politica e non solo perché rappresentano il nostro distretto.

Evviva l'avvocatura

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