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MOVIMENTO FORENSE: SULLA SOSPENSIONE DELLA PRESCRIZIONE, NO AD UNA VITA DA IMPUTATO, QUESTA NON È GIUSTIZIA.

Il Movimento Forense esprime contrarietà rispetto a quanto preannunciato dal Ministro di Giustizia sulla sospensione della prescrizione dopo il primo grado.

Sul punto afferma il Presidente del Movimento Forense Massimiliano Cesali: "Tale provvedimento, che si vuole far passare come un provvedimento che possa dare una giustizia concreta e pene certe, nella realtà risulta di senso opposto in quanto oggi non farebbe altro che ritardare il lavoro della macchina giudiziaria di fatto bloccandola e paralizzandola, producendo anche una disparità effettiva tra accusa e difesa; inoltre la magistratura vedrebbe un ingigantimento del suo ruolo eliminando quel principio del contraddittorio che è alla base del giusto processo. Una giustizia ritardata è una giustizia negata in palese violazione dell'art. 111 della costituzione; è addirittura imbarazzante commentare una tale scelta legislativa che non ha eguali nei paesi europei".

Prosegue il Presidente: "Sono convinto di ciò anche leggendo le sconcertanti dichiarazioni del Ministro che ritiene non doversi confrontare con i Giudici o gli Avvocati ma sostiene che - cito testualmente - i veri giudici della giustizia sono i cittadini".

Così, si stanno mettendo in secondo piano le garanzie che sono un diritto acquisito nella nostra Costituzione e l’accesso ad un giusto processo per come riconosciuto in tutte le convenzioni internazionali, a partire dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: il percorso corretto non può certo essere quello con processi di piazza affidati al giudizio istantaneo di chi urla di più!

Ed ancora: "Sono stupefatto, il Ministro Bonafede è un avvocato e dovrebbe dare il giusto riconoscimento alla funzione non solo della professione che svolge ma anche al ruolo delle nostra categoria forense. Se l'avvocato Bonafede non riconosce come interlocutori le nostre rappresentanze mi chiedo perché si sia fatto da loro accogliere in pompa magna 20 giorni fa al Congresso Nazionale Forense di Catania".

Conclude il Presidente "propongo agli avvocati tutti, non solo ai penalisti, di dare assieme un messaggio chiaro e collettivo, proclamando l'astensione da tutte le udienze civili e penali , per far capire ai cittadini che se questo è l'intento del Governo solo noi possiamo difenderli, colpevoli, innocenti e parti civili, da un provvedimento che non appartiene ad uno stato di diritto".


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