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IL MINISTRO BONAFEDE TIENE LA GIUSTIZIA ANCORA IN LOCKDOWN!

Nonostante la riapertura in Italia di tutte le attività, la Giustizia è rimasta ancora in quarantena.

Ad oggi l’80% delle cause già fissate prima dell’estate viene rinviato, nel migliore dei casi, in autunno/inverno, l’ufficio notifiche e gli ufficiali giudiziari sono bloccati (tranne che per gli atti urgenti) e le cancellerie operano a meno di mezzo servizio.

E’ incredibile come non sia stato previsto per un settore nevralgico della nostra Nazione un piano di ripartenza; la Giustizia, dopo essere stata marginalizzata dal Governo Conte nel periodo di chiusura totale, oggi nella fase di riapertura è in confusione e non ha linee guida per regolare il funzionamento uniforme in tutti i Fori creando così un "feudalesimo giudiziario" con centinaia di protocolli locali, impossibile da conoscere. 

E’ assurdo che nei prossimi mesi sapremo l'esatta distanza degli ombrelloni in tutte le spiagge d'Italia ma il Ministro della Giustizia non abbia pensato di far svolgere le udienze nello stesso modo ed in sicurezza dalla Valle d'Aosta alla Sicilia.

La mancanza di indirizzo ed impulso da parte del Ministero - che ha lasciato ai capi Degli Uffici Giudiziari territoriali l’individuazione dei criteri da applicare per la trattazione delle cause - ha determinato il fatto che i Magistrati di fronte alla scelta tra celebrare l’udienza con la presenza fisica degli avvocati, svolgerla da remoto ovvero rinviarla, abbiano scelto la via più semplice, il rinvio, con rari casi di trattazione scritta nel civile.

Occorre con urgenza ripristinare l’effettiva operatività della giurisdizione attraverso l’apertura “in sicurezza” di tutti gli Uffici giudiziari (regolata con app dedicata) e la fissazione delle udienze, consentendo la presenza fisica degli avvocati anche mediante utilizzo di strutture esterne (per esempio le Caserme), se serve anche in orari pomeridiani; ed ancora, dobbiamo fare la scelta di investire seriamente nelle udienze da remoto, unica soluzione che consente la celebrazione dei processi laddove non sia necessaria la presenza fisica in aula del difensore ovvero delle parti.

Non si comprende come si reputi possibile riaprire in sicurezza le fabbriche con centinaia di operai e non i Tribunali in cui le cancellerie e le aule non somigliano nemmeno lontanamente a delle catene di montaggio.

Per trovare la soluzione non servono formule magiche, occorrono soltanto competenza, un minimo di coraggio e visione d’insieme; perché i diritti dei cittadini ed il diritto di difesa non vanno in quarantena.



avv. Massimiliano Cesali
Presidente nazionale del Movimento Forense e Consigliere dell'Ordine degli avvocati di Roma


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