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🔵#GIUSTIZIA ANCORA FERMA E #SINDACATI SCOLLEGATI DALLA REALTÀ: SIAMO SORPRESI?🔵

Gli avvocati italiani hanno letto il nuovo comunicato sindacale dei funzionari amministrativi del settore giustizia con cui viene rivendicato il “diritto alla disconnessione” da parte dei lavoratori con diffida alle dirigenze ministeriali; intanto continua la paralisi della tutela dei diritti di cittadini e imprese.

Questo ennesimo comunicato segue una serie di altre rivendicazioni da parte dei dipendenti pubblici i quali, rammentiamo, per buona parte anche dopo il periodo di chiusura formale degli Uffici Giudiziari continuano - pagati per intero - a “lavorare” da casa rifiutando il “rientro” negli uffici.

Ebbene, detti comunicati sindacali non ci sembrano tener conto dell'importanza della Giustizia per un paese democratico, della gravità della situazione e, visto quanto accade anche in altri settori dell’economia, della necessità di riattivare subito tutti gli Uffici Giudiziari per contribuire alla ripartenza di un settore nevralgico della nostra Nazione.

In momenti di emergenza come questo che stiamo vivendo, sono proprio i corpi intermedi che hanno il dovere di trovare la sintesi tra i giusti diritti dei lavoratori e l’interesse superindividuale dello Stato.

Vale la pena evidenziare che i lavoratori interessati, in questo caso, possono essere considerati privilegiati perché tra i pochi che non hanno subito le conseguenze economiche della pandemia e non sono "a rischio" licenziamento. L’Italia, da loro  può aspettarsi più responsabilità.

L’auspicio è che le suesposte posizioni dei lavoratori amministrativi del comparto Giustizia vengano riviste da chi li rappresenta e che il Ministro della Giustizia Bonafede finalmente intervenga per consentire la ripresa dell’attività giudiziaria e della tutela dei cittadini italiani.



Massimiliano Cesali
Presidente nazionale del Movimento Forense


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