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ANCHE QUEST'ANNO IL GOVERNO INVESTIRÀ NELLA GIUSTIZIA ... L'ANNO PROSSIMO ... LA GIUSTIZIA NEGATA E LA STRATEGIA DELL'INCERTEZZA

Sono fermamente convinto che una delle priorità del nostro Paese sia risolvere il grave problema della Giustizia.

Senza una Giustizia veloce, giusta - e quindi credibile - l'economia rimane al palo e nessun imprenditore, tantomeno se straniero, investe nel nostro Paese.

È talmente evidente che rimango basito quando leggo che l'attuale Governo abbia scelto altre priorità.

Purtroppo non è una novità, nessun partito intende seriamente mettere tale argomento ai primi posti dell'agenda politica: ne' la maggioranza e tantomeno l'opposizione.
 
Sono almeno 20 anni che sentiamo ripetere dai vari Ministri della Giustizia, dai politici e dai rappresentanti degli avvocati che in Italia - fanalino di coda nella Comunità Europea e tra gli ultimi nel mondo in termini di efficienza del sistema Giustizia - i processi durano troppo, i diritti dei cittadini non sono garantiti, ci sono pochi giudici e pure politicizzati, troppe cause e una infinità di norme (decine di migliaia).

Poiché le soluzioni a tali criticità sono ovvie - anche se certamente da armonizzare nella fase di applicazione - l'unica spiegazione che ritengo plausibile è che lo status odierno sia frutto di una scelta.

L'ho già scritto, sono convinto che ci sia una vera e propria strategia attuata dai governi (con la complicità delle opposizioni di turno) volta a non incidere veramente nel campo della Giustizia in modo da tenere i cittadini e le imprese nel completo stato di incertezza; così i "sudditi" avranno sempre bisogno di un punto di riferimento (i politici) ed il potere giurisdizionale rimarrà ben saldo nelle mani di pochi.

Pensate ad una giustizia che funzioni, giudizi veloci e giudici "ridimensionati", politici che si limitano ad amministrare bene (e per essere rieletti non si affannano a cercare "clientes"), poche norme chiare e dirette, l'economia che riparte con gli investitori esteri non spaventati dai nostri Tribunali.

Tutto ciò magari in un contesto in cui non si legiferi solo con Decreti, il PM di turno non possa decidere le sorti di una carriera politica e la stampa non sia solo prezzolata.

Insomma, una Nazione normale, neppure tanto moderna.

Non amo le teorie complottiste ma ormai la storiella dell'incompetenza o dell'impossibilità e' materiale da "compagnia di giro".

Attendo, preoccupato, settembre con la certezza che "il problema giustizia" verrà insabbiato sotto dune di urgenze, vere o finte, ovvero dall'ennesino scandalo ad orologeria.

La mia è una riflessione amara ma il tempo delle illusioni è finito.

Un saluto.



Massimiliano Cesali



PS. Augurare buone vacanze quando il pensiero e' rivolto a chi non le può fare, quest'anno è difficile, nemmeno posso auspicare un meritato riposo dopo 6 mesi di sostanziale inattività del nostro settore.


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