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MOVIMENTO FORENSE: LA FUNZIONE DI GARANZIA DELL' #AVVOCATO NON PUÒ ESSERE MINATA DALL'ESIGENZA PERSONALE DI SPIEGARE UNA LEGITTIMA SCELTA

Le interviste rilasciate dall'avv. #RossanaRovere con cui ha reso pubblica la rinuncia a difendere l'imputato di un uxoricidio, segnano una delle pagine più sconfortanti dell' #Avvocatura, a maggior ragione per il fatto che provengono da una componente dell'Ufficio di Coordinamento di #OCF, l'Organismo di rappresentanza politica degli Avvocati, da anni impegnata nella politica forense.

Non vi è nulla di criticabile in ordine alla legittima scelta di non assistere un cliente, ma del tutto diverso è darne pubblica notizia e giustificarne le ragioni.

I giudizi e i pregiudizi sugli assistiti, nel bene e nel male, sono le uniche cose intime che abbia un Avvocato. Il ruolo di difensore ha rilevanza pubblica, la coscienza resta privata.

È grave che non ci si renda conto delle conseguenze delle proprie dichiarazioni nel processo per l’imputato, nonché del pregiudizio che si arreca nei confronti del #Collega che accetterà l'incarico. È ancora vivo il ricordo del trattamento riservato da una parte dell'opinione pubblica ai difensori nel recente #omicidio di #Colleferro.

Si sono spesi fiumi d'inchiostro per rivendicare la #funzionesociale dell'Avvocato, per rimarcare la distinzione tra l'assistito e chi lo rappresenta tecnicamente.
Ebbene, ora dichiarazioni pubbliche di una autorevole rappresentante della nostra categoria professionale rischiano di compromettere un lavoro di anni.

Riteniamo sia doveroso da parte dell'avv. Rovere e dell'OCF riflettere sulle dichiarazioni rese ed effettuare ogni valutazione in merito alla carica ricoperta dalla medesima.

Il DIRETTIVO NAZIONALE
del #MovimentoForense


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